Sarà una Pasqua diversa. Ma con fiori e dolci di poesia…

Ogni volta che ci ricordiamo di dire “grazie”, sperimentiamo niente di meno che il paradiso in terra.
[Sarah Ban Breathnach]

Sarà una Pasqua diversa. A tratti più triste, certamente più consapevole. Sarà una Pasqua in cui il senso di rinascita avrà un significato più vero, più vicino al nostro quotidiano. Chissà, forse non avremo paura di guardare verso l’Alto e – nonostante tutto – dire Grazie. Forse capiremo che Venerdì Santo può essere ogni venerdì e forse per una volta troveremo il coraggio di inginocchiarci e chiedere perdono. Chi lo sa.

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Scrivi poesie
perché hai bisogno
di un posto
dove essere quello che non sei.
(Alejandra Pizarnik)

So che sarà una Pasqua diversa, piena di Luce. La porterà la Speranza fatta a forma di colori e riflessi silenziosi del mattino; la porterà la luna piena di queste notti così limpida così chiara così splendida. La porterà il nostro stare vicini anche lontani, i nostri desideri spontanei e così straordinariamente umani. Sarà un Pasqua a casa, e per una volta forse la sorpresa sarà nell’intensità con cui la vivremo.

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La campana del tempio tace, ma il suono continua ad uscire dai fiori.
[Basho]

So che faremo progetti, ci alzeremo tristi, ci addormenteremo pieni di speranze. Dimenticandoci del tempo che passa ma nello stesso tempo avendo immensamente paura che tutto possa sfuggirci dalle mani. Dipenderà da come ci sveglieremo, ma so che questa Pasqua avrà più potenza del solito: avremo coscienza che non è un giorno come un altro, che siamo messi a dura prova, che siamo fragili ma anche capaci di grandi cose. Avremo coscienza che siamo appesi a un filo ma la nostra volontà a volte è più forte; che possiamo essere ciò che decidiamo di essere, che possiamo scegliere la bontà, almeno ogni tanto.

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Il poeta comincia dove finisce l’uomo.
[Josè Ortega Y Gasset]

E magari impareremo a scartarla piano piano, come un biscottino, poco per volta, come se non durasse solo un giorno, e la intingeremo in un caffè caldo a forma di aspettative e desideri. E sarà intensa, e portatrice – come una colomba ancora bianca – di un futuro più sereno…

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Si muore tutte le sere, si rinasce tutte le mattine: è così. E tra le due cose c’è il mondo dei sogni.
[Henri Cartier-Bresson]

Ancora una volta parlare di LOISON PASTICCERI DAL 1938 significa attingere alla poesia e alle mie regioni del cuore più profonde. Loro che fanno colombe, torte come una volta, biscotti e panettoni, mi riportano sempre al senso più profondo delle cose. Il loro modo di fare coincide con il loro modo di essere, e non è cosa scontata anzi: la coerenza è un loro grandissimo pregio, perché qui si fa con amore perché viene naturale farlo…

Loro che sulle scatole dipingono fiori e frutta, oggetti del passato e decori leggeri, ecco loro mi ricordano ancora una volta di quanto si possa trasformare qualcosa di così etereo come la poesia in materia assolutamente tangibile, eppure soave ed elegante.

Non necessariamente la sostanza è sinonimo di pesantezza: la materia può essere lieve e delicata, posarsi sulle cose e sui pensieri in modo elegante, dando respiro ed elevandoci verso l’alto… 

E allora allunghiamo questa Pasqua, che sia domenica. che sia mercoledì, che sia tra un mese, tra sei mesi. Perché se è vero che a Natale nasciamo, mai come in questa Pasqua abbiamo bisogno di nuovo carburante, nuova linfa, nuova energia. E rinascere, di nuovo, ogni giorno… 

Prodotti

LOISON PASTICCERI DAL 1938. Questo il link del loro shop line, dove troverete tutto l’anno l’intera loro gamma.

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Author: chiaracaprettini

Scrittrice e foodblogger di Torino, appassionata di culture nordiche antiche. Nordfoodovestest è il foodblog dei piccoli produttori e della cucina letteraria

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