Nostalgia nordica: Strudel salato con acciughe svedesi e cavolo viola

Perché il Nord lo sa, di essere Nord: sa di essere potente, invadente ma non invasivo, sa che ti ha lasciato a bocca aperta, sa che ti ha tolto tutte le parole per descriverlo…

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Mi manca il Nord. Nelle sue sfumature, nei suoi colori che cambiano cosi repentinamente, nel suo pesce fresco che così fresco non lo mangerai in nessun altro angolo nel mondo. Perché quello è il miglior angolo di mondo di pesce fresco del mondo.

Mi manca il Nord. È una sensazione intima, profonda, a tratti lacerante, non sai spiegartela però capisci che quando hai gli occhi lucidi a quel pensiero, è perché in te sta succedendo qualcosa: il Nord si sta palesando, sta facendo capolinea nella tua testa, ricordi e cuore, e si fa sentire con prepotenza. Perché il Nord lo sa, di essere Nord: sa di essere potente, invadente ma non invasivo, sa che ti ha lasciato a bocca aperta, sa che ti ha tolto tutte le parole per descriverlo, sa che una volta provato ti mancherà e sarà come se non potessi più farne a meno.

Mi manca il Nord. Mi manca il fish&chips recuperato al volo in campeggio, erano solo le sei e mezza, eppure era già tardi, e allora via a recuperare l’ultima porzione di merluzzo fritto e patatine. Mi mancano gli infiniti traghetti, mi manca il freddo estivo, mi manca tutto quello che il nord mi ha sussurrato in segreto, nel silenzio delle nostre lacrime silenziose sul porto di Bergen.

Mi manca quello che non sono riuscita a spiegarmi, mi mancano le albe rubate a renne e ricci, mi mancano i tramonti sottratti alle città e ai villaggi di paglia e di legno. Mi mancano le chiese in legno, quel senso di freddo delle pareti eppure quel senso di caldo della preghiera. Una spiritualità tutta sua, tutta indescrivibile.

Non ho radici nordiche, non ho parenti scandinavi, ma forse, qualche atomo del cuore nasce da quei luoghi freddi e caldi insieme, immensi come i laghi specchiati, acuti come gli aghi dei pini, accoglienti come il salmone fresco nel panino. E in fondo non c’è mai un vero momento in cui il mio pensiero non vada là.  Non sia là…

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STRUDEL NORDICO CON SPRATTI SVEDESI, CAVOLO VIOLA E UVETTA 

Cannella, zenzero e sandalo sono alcune delle spezie adoperate per rendere le acciughe svedesi di Grebbestad (io le ho acquistate quest’estate in Svezia, potete trovarle a questo link) un concentrato di mare e di gusto. Io non so come altro definirle se non straordinarie: dolci, speziate, si sciolgono in bocca e sprigionano il loro concentrato tanto da crude quanto da cotte.

L’idea di adoperarle per questo strudel è nata per puro caso: non avevo le acciughe tradizionali, e allora ho utilizzato loro. Le chiamo acciughe per comodità, in realtà sono una qualità di spratti, piccoli pescetti simili alle sardine tipiche dell’Europa centrale e settentrionali. Provateli anche in questa ricetta! Aggiungiamo cavolo viola strascicato e l’uvetta che – tanto negli strudel salati quanto in quelli dolci – non deve mai mancare. La ricetta con acciughe tradizionali proviene dal numero di Ottobre di piùCucina.

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Ingredienti per 4 persone

1 rotolo di pasta sfoglia (o brisé); 1 cavolo viola piccolo; 1 peperoncino fresco; 30 g di uvetta Frutta e Bacche ammollata; 20 g di pinoli tostati; pangrattato q. b.; 6-7 Spratti; olio evo, sale e pepe; panna per spennellare.

Preparazione

  • Lavate il cavolo, tagliatelo a striscioline e cuocetelo in padella con olio, sale e il peperoncino tritato. In ultimo aggiungete uvetta e acciughe e mescolate bene.
  • Stendete la sfoglia e distribuite il pangrattato. Ricoprite con il cavolo e i pinoli tostati. Finite con un giro d’olio.
  • Con l’aiuto della carta forno arrotolate lo strudel.
    Pennellate la superficie con la panna fresca e decorate con qualche pinolo.
    Infornate a 200°per circa 20 minuti.

https://www.icel.pt/

IMG_3590

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Décor

Tagliere MUURLA / Forchetta ICEL

Dal numero di Ottobre di piùCucina

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Autore: chiaracaprettini

Scrittrice e foodblogger di Torino, appassionata di culture nordiche antiche. Nordfoodovestest è il foodblog dei piccoli produttori e della cucina letteraria

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