Si scende in cantina con GIÙ DA GUIDO: la famiglia Alciati apre a Eataly Lingotto

Una serata EPICA.

Mi piace definire così la cena di inaugurazione del nuovo ristorante di Eataly, GIÙ DA GUIDO.


Epos, proprio così: racconto, narrazione. 

Qui ogni piatto ha qualcosa da raccontare, e ogni piatto rappresenta qualcosa di “altro” oltre a ciò che da solo ha da dire. 

Ogni piatto una sua voce, ma è il coro che mi fa sobbalzare il cuore di sana bellezza. 

Epos…

Giù da Guido è il nuovo ristorante della famiglia Alciati, aperto negli spazi dell’enoteca di Eataly, dove i vini stessi sono tra i protagonisti indiscussi. 

Mi piacciono quei luoghi in cui il significato deriva anche dal contesto, e qui i vini la fanno da padrone: non solo perché ceni circondato da 35.000 bottiglie, ma perché puoi scegliere proprio tra quelle 35.000 bottiglie quella più giusta per accompagnare il tuo pranzo o la tua cena. Una carta dei vini a cielo aperto mi verrebbe da dire, un’offerta più unica che rara e devo dire anche una magica occasione per provare qualcosa di unico e mai assaggiato. 

Epos…

Il Piemonte che ritrovo nel menu degustazione mi porta altrove, nel cuore di chi l’ha pensato. Il fil rouge che sperimento fin dal momento in cui mi siedo mi accompagna per tutta la cena in modo silenzioso e coinvolgente: lo ritrovo tanto nei fiori di zucca in pastella quanto negli ormai celebri Plin di Lidia al sugo d’arrosto. Ma qui ci sono anche cicchetti in stile veneziano e tapas “para compartir” alla spagnola. Ma anche loro sono collegati da quel fil rouge. 

E piatto dopo piatto lo comprendo sempre di più. 

Epos.

C’è la voglia di raccontare in GIÙ DA GUIDO, la necessità di resistere e di andare oltre, scavalcare un po’ le colonne d’Ercole di questo periodo, quasi a volerselo lasciare alle spalle e voler rinascere, attingendo alla forza indiscussa della nostra (immensa) tradizione. C’è spirito eroico ma anche umile, consapevole e curioso. E poi c’è il bisogno di superare i confini, immaginare un orizzonte che non è una meta quanto il percorso di tutti i giorni.

E allora vedo in questo nuovo inizio una confortante conferma: ciò che vuole essere, vuole farcela, e vuole dire, ce la fa. 

“Scese, scese

scese una parola, scese,

scese attraverso la notte,

volle risplendere, volle risplendere”

Così scriveva Paul Celan e questo ritrovo in Giù da Guido. Che con la sua cucina e volontà, ci fa scendere in basso per farci sperare che l’alto può essere sempre, qui e ora… Non è forse epico questo?

Che cosa ho provato

  • Giardiniera
  • Quasi una bagna caoda in pinzimonio
  • Mica di Chieri
  • Salsiccia cruda cuneese
  • Fiori di zucca in pastella
  • Chips di verdura fritte
  • Formaggio (extra) stagionato con mela renetta
  • Sformato di zucca
  • Plin di Lidia
  • Uovo di cascina al padellino con tartufo bianco d’Alba

Continuammo il nostro cammino in cerca dell’amontillado.
Passammo sotto una fila d’archi bassissimi; poi scendemmo; facemmo alcuni passi, e scesi ancora, ci trovammo in una cripta profonda…

[E. A. Poe]

In abbinamento: Piero Alciati in sala ci ha accompagnato con racconti di cuore ed emozioni nuove e antiche, con l’unica riserva di non avere riserve. La sua preziosa compagnia è stata come un ottimo vino, al pari delle gemme collezionate a cena grazie anche ai preziosi consigli della Sommelier Valentina (ottimo il rosso trentino della Tenuta San Leonardo). Abbiamo concluso con un prezioso Cinque Terre Sciacchetrà e un Amontillado: eroico il primo, letterario il secondo. Ma in fondo 35.000 bottiglie aiutano a ricordare che l’abbinamento migliore è quello che nasce dall’incontro e si sviluppa con la condivisione…

DOVE

Giù da Guido, Eataly Lingotto, Via Ermanno Fenoglietti, 14, 10126 Torino TO

GIOV: 19.00 – 23.00
VEN – SAB: 11.00 – 23.00
DOM: 11.00 – 20.00

Prenotazioni al numero 011 19506877 o scrivendo a giu@guidoristorante.it

 

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