Torta di mele come Dio comanda

“Solo nella tradizione è il mio amore…”

[Pier Paolo Pasolini]

Ogni cibo ha la sua tradizione, e ogni piatto ha la sua storia, sfumata magari un po’ nel mito, un po’ nella fiaba, o nella leggenda, nell’arte, nella musica, nella letteratura.

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Anche la TORTA DI MELE ha una sua storia, una sua origine eroica ed è legata all’architettura o meglio all’urbanistica.

Bisogna infatti risalire a una grande innovazione urbana, effettuata tra il Quattrocento e il Cinquecento nella città di Ferrara, secondo un piano urbanistico che la trasformò profondamente grazie a quella che fu chiamata l’Addizione Erculea (1492-1510) progettata dall’architetto Biagio Rossetti.

Il piano urbanistico, voluto e iniziato da Ercole I d’Este, aveva come obiettivo la riqualificazione della precedente struttura medievale, fatta di stradine strette e tortuose e quasi priva di piazze, con una città moderna, con ampliamenti ed estensioni, in una visione umanistica.

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La grande novità della nuova trama urbana fu che oltre al rinforzo del sistema difensivo, la città potesse trovare una nuova espansione dopo l’assedio da parte della Repubblica di Venezia, e ritornare a crescere e prosperare. Biagio Rossetti, architetto e urbanista degli Estensi, autore del disegno, progettò prolungamenti viari, partendo proprio dalle vecchie direttrici e tracciando così una griglia ortogonale di memoria romana, che pur rispettando le impronte del modello Castrum di Vitruvio, portasse a un risultato di respiro più moderno, espandendosi.

Nel progetto rossettiano, la città doveva poter dialogare con la campagna con spazi verdi, giardini, frutteti, orti, parchi ma anche piccoli spazi agresti, con l’intento di integrare il tessuto sociale della città signorile con quella dei sudditi, del ceto che lavora la campagna. Fu così che iniziò a essere rivalutata la vocazione del giardino botanico nella città, idea innovativa che poi nell’Ottocento fu ancor più potenziata ed estesa nella campagna, la quale, grazie a questa valorizzazione, riprese a essere fortemente produttiva.

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La coltivazione delle mele fu una delle colture più pregiate di queste aree e ancora oggi il Melo Durello di Ferrara (Malus domestica Borkh), una varietà autoctona dell’Emilia Romagna di mela dalla raccolta tardiva e dalla colorazione verde pallido con piccole striature rossastre, è quella che rientra a pieno titolo come mela storica di Ferrara, da cui il suo dolce tipico, la deliziosa Torta di mele.

Ferrara divenne così per tutti la prima città moderna d’Europa e la Torta di mele ne fu la sua golosa espressione.

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TORTA DI MELE COME DIO COMANDA

Dal numero di ottobre-novembre di piùDolci un inno alle mele con ricette tradizionali, di viaggio (come la squisita Kugelhopf alsaziana) o del cuore (lo Strudel alle mele è sempre un evergreen, e in questo numero lo propongono con l’aggiunta di curcuma. Da provare!).

Questa volta ho scelto la tradizione, che spesso è molto difficile da riprodurre. Perché le nonne, diciamolo, ci hanno abituato benissimo. E questo è uno di quei dolci che ci fa sempre sentire un po’ a casa, viziati e coccolati!

Mano alle tortiere, la ricetta è semplice ma l’amore che dovete metterci deve essere abbondante! Solo così otterrete una Torta di mele come Dio comanda…

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Author: chiaracaprettini

Scrittrice e foodblogger di Torino, appassionata di culture nordiche antiche. Nordfoodovestest è il foodblog dei piccoli produttori e della cucina letteraria

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