BELLO DA MANGIARE con i pesci alla Velázquez

L’arte, attraverso i temi del cibo disposto, della natura morta, degli alimenti simbolici, ci ha insegnato a vedere nelle sostanze che nutrono il corpo, le forme e i colori dei sentimenti, delle passioni, educandoci a una nuova sensibilità estetica.

[Bello da mangiare, Ave Appiano]

bello-da-mangiare-ave-appianobello-da-mangiare-ave-appianobello-da-mangiare-ave-appiano-cartman-edizioni

Esiste ciò che ci è stato dato, esiste la realtà, esistono le sfumature, i dettagli, le forme. 

Esiste ciò che ogni giorno ci è dato di vedere, esiste ciò che ci è stato offerto affinché potessimo e dovessimo coglierlo. E poi esiste qualcosa di necessario, indispensabile per tradurre tutto questo immenso nel linguaggio a noi più comprensibile. Abbiamo bisogno che qualcuno o qualcosa per noi ci traduca il reale, ce lo renda avvicinabile, leggibile, osservabile. Per fortuna non siamo da soli, esiste lei, regina sovrana che da millenni svela per noi i segreti delle cose: toglie il velo alla realtà, ce la traduce, ce la sporge su di un elegante vassoio d’argento. E tutto, dalle sfumature ai grandi scorci, dalle piccole poesie insite nelle cose ai grandi prodigi della natura, diventa afferrabile, assume per noi un linguaggio traducibile. È lei, l’ARTE, in grado come nessuno di descrivere il bello, il dolore, di farci comprendere che cosa sia la gioia di una nascita, la fatica, il mistero, il divino o il sublime. L’arte ci ha regalato mosaici e dipinti, capitelli e acquarelli capaci di toglierci il fiato; l’arte ci insegna ogni giorno il senso per la delicatezza e per la meraviglia, ci insegna ad aprire le nostre reti della percezione trasformandoci così in pescatori di sfumature. Ecco sì, l’arte fa miracoli, perché ci avvicina al divino, ce lo fa toccare quasi con mano, ci fa piangere di gioia, ci fa piangere di mistero. 

Ci racconta quel bello che spesso ci uccide o ci incanta o ci interroga. E così, in questa tavolozza di realtà, sogni, quadri o architetture, l’arte incontra anche il cibo: ce lo capovolge, ce lo esalta, ce lo ammazza, ce lo moltiplica. L’arte può rendere sacro ciò che mangiamo, e così attraverso il cibo noi diventiamo lettori attenti, interpreti di quel sottile mistero che scavalca la realtà, che tocca il divino.

IMG_8578ricetta-pesci-alla-velazquez-con-olio-citalo

BELLO DA MANGIARE di Ave Appiano è questo: un viaggio mirabolante nell’arte di tutti i tempi,  ma non un’arte qualsiasi: è l’arte che tocca il cibo, che per qualche motivo, dalle carni alla brace dell’Arazzo di Bayeux alla grassa pasticceria di Botero, esalta il momento della tavola o dell’assaggio o del banchetto a un momento sublime, senza limiti, senza confini. Un qualcosa che sta a cavallo tra il nutrimento, la visione estetica, la bellezza, gli interrogativi, il gusto.

Immaginatevi un viaggio nell’arte e nel cibo, toccando epoche storiche lontanissime tra loro, dalle Ultime Cene alle Nature Morte alla pazza Pop Art americana. Possiamo sempre definire arte ciò che vediamo? È arte Arcimboldo al pari delle fette di torta all’americana di metà Novecento? È arte il Banchetto nuziale di Pieter Bruegel il Vecchio di metà Cinquecento, ma è anche arte quel pazzo leccalecca chiamato “Unicorno” da Franco Assetto a fine anni Ottanta?

ricetta-pesci-alla-velazquez-ave-appianolibro-bello-da-mangiare-ave-appianoricetta-pesci-alla-velazquez-ave-appiano

Arte, cibo, suggestioni, il tutto arricchito dalle delicate letture estetiche di Ave Appiano, esperta da sempre di quell’arte che tocca le corde profonde, lei, docente e scrittrice partita dalle letture sull’Annunciazione per poi approdare nel campo sconfinato del cibo nell’arte e dell’arte del cibo. Lei, sicuramente tra le prime ad averne parlato negli anni Novanta, ci consegna un libro piacevole da leggere come un romanzo ma ricco come un manuale. Troverete letture di opere d’arte dove il cibo è sovrano e quindi riceverete anche piacevoli suggestioni per realizzare i piatti dell’arte, come questo Pesci alla Velázquez, nascosti nel celebre dipinto Cristo in casa di Marta e Maria. Ma per la lettura di quest’opera mi affido direttamente alle sue parole raffinate e suggestive…

ricetta-pesci-alla-velazquez-ave-appianoricetta-pesci-alla-velazquez-ave-appianoricetta-pesci-alla-velazquez-ave-appianoricetta-pesci-alla-velazquez-ave-appiano

I PESCI ALLA VELAZQUEZ

“1620, Siviglia. Diego Velázquez realizza uno dei dipinti più significativi dell’arte spagnola del grande secolo d’oro: il Cristo in casa di Marta e Maria. Lo spirito di quella rivoluzione estetica presente in diverse sue opere è quello di attualizzare il fatto evangelico facendolo transitare nella realtà della Spagna del ‘600, e inserendolo nella vita quotidiana.

Cristo_nella_casa_di_Marta_e_Maria_Diego_Vélazquez_National_Gallery_London

Dunque, con una composizione sorprendente, Velázquez rappresenta la scena evangelica riflessa in uno specchio, come se essa stessa fosse in realtà alle spalle dell’osservatore, mentre dedica tutto il primo piano alla scena delle due donne, una anziana che dà indicazioni a una giovane, intente a preparare il pranzo con quattro pesci, uova, aglio, peperoncino e un mortaio.
Si tratta di un pranzo che doveva essere importante, perché c’è nientemeno che Cristo ospite in casa di Marta e Maria, e quindi lo si doveva celebrare con un cibo di riguardo della tradizione (suggerita dalla anziana), in un ambiente tipico nello stile di un bodegon sivigliano; è accolto e intrattenuto da Marta e Maria e sta per apprestarsi al pranzo, preparato con tanta cura. La ricetta, presente nei ricettari del ‘600, prevede che si cucinassero i pesci “in camicia”, ossia avvolti in una pastella di uovo battuto e disposti a cuocere su un soffritto di peperoncino spezzettato e aglio sminuzzato. Il risultato del pesce, ben dorato da un lato e poi dall’altro, doveva essere, ed è, veramente eccellente. Molto piccante e saporita la crosta, la carne all’interno è di un sapore delicatissimo e intenso insieme. Fantastico. Per “ospiti” davvero di riguardo che sanno apprezzare quanto un’opera d’arte può diventare anche un capolavoro del gusto.”

ricetta-pesci-alla-velazquez-ave-appiano

ricetta-pesci-all-uovo-piccante

Ingredienti per 4 persone

4 orate; 4 uova; 70 g di farina; 4 spicchi d’aglio, extravergine, sale e pepe q.b.; peperoncino secco frantumato in abbondanza.

Preparazione

  • Preparate una pastella con farina, acqua fredda e uova, e adoperatela per incamiciare bene i pesci.
  • In una padella fate un soffritto di aglio e peperoncino (la quantità dipende da quanto vi piace il piccante) in abbondante extravergine. Adagiate sul soffritto i pesci, aggiustate di sale e pepe e cuocete a fiamma media girando entrambi i lati fino a che non si forma una crosticina bella dorata.
  • Servite le orate calde bagnandole con il loro olio e peperoncino di cottura.

ricetta-pesci-all-uovo-piccantericetta-pesci-all-uovo-piccante

Il libro

Ave Appiano, BELLO DA MANGIARE, Cartman Edizioni 2013

Prodotti

L’extravergine adoperato per questa ricetta è la Coratina OLIO CITALO

Décor

LABORATORIO PESARO

ricetta-pesci-all-uovo-piccantebello-da-mangiare-ave-appianoolio-citalo-ricetta

Author: chiaracaprettini

Scrittrice e foodblogger di Torino, appassionata di culture nordiche antiche. Nordfoodovestest è il foodblog dei piccoli produttori e della cucina letteraria

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.