Una mappa di vita, di mare, di storia.
Lo stoccafisso è questo: una mappa di sole e di vento che ci fa viaggiare attraverso i millenni.
Prodotto solamente alle isole Lofoten, da febbraio ad aprile, la lavorazione del merluzzo segue una tradizione tramandata di generazione in generazione la cui origine attinge al mondo vichingo. Una volta pescato e pulito, lo Skrei* – ovvero il merluzzo selvaggio artico pescato proprio nel mare delle Lofoten, a nord del Circolo Polare Artico – viene fatto essiccare su apposite rastrelliere in prossimità del mare. E qui il clima diventa il protagonista indiscusso. Grazie a lui avviene una trasformazione: le carni tenere del merluzzo piano piano si induriscono, fino a essiccarsi completamente. Ecco lo stoccafisso, il cui nome deriva dall’antico olandese stockvish ovvero pesce seccato sui bastoni.
Diverso dal baccalà che è conservato per salagione, lo stoccafisso (in norvegese Tørrfisk fra Lofoten) è selvatico, possente, salato, ruvido, immenso.
Prodotto IGP, lo si mangia secco a scaglie o piccoli tocchi oppure per infinite preparazioni che spaziano dalla Norvegia al Portogallo all’Italia.
È il cibo dei marinai, è il cibo di chi ama viaggiare in un boccone ed è il cibo dei coraggiosi, di chi non teme nulla ma che al contempo ha riverenza di tutto.
È l’inno del mare che urla la sua forza, è la preghiera del mare che ci chiede il nostro rispetto. È la poesia dei pescatori, è le rinunce, è la costanza.
E così in queste teste che ammiro, nei tocchi che assaggio, nei piatti che mi gusto, mi sento un po’ navigante un po’ spettatrice, certamente testimone consapevole di un tempo che non ha tempo. Salato certamente, caldo di sole, ammaccato dal vento.
E maledettamente divino!
📍Da non perdere a Å, il Lofoten Tørrfisk Museum, il solo museo al mondo dedicato al pesce secco.
🍽️ Per un’immersione gastronomica nel mondo dello stoccafisso, a Sakrisøy [a pochi km da Å] scegliete Anita’a Seafood dove potrete fermarvi per pranzo ma anche per un asporto di delizie del mare 🌊
*Il nome Skrei deriva dall’antica parola norrena skreið e significa “pesce migratore”.
Questo perché ogni anno in primavera lo Skrei lascia il Mare di Barents per arrivare alle isole Lofoten dove depone le uova.





