Aranda de Duero e un arrosto al Pimentón de la Vera

 

ARANDA DE DUERO (Spagna, Castilla y León)

Si trova in un crocevia, con Burgos a nord, Madrid a sud, Valladolid a ovest e Soria a est. Se stai arrivando da ovest hai già incontrato terre dei più diversi colori, sfumature visive che stanno per investire il palato e non soltanto gli occhi, cieli tersi o cupi, limpidi o carichi, alternando radure e centri abitati, piccoli boschi, corsi d’acqua e fiumi, prima l’Ebro e ora il Duero.

Vigne dunque dove hai l’impressione che le viti nascano dalla spinta della terra e si carichino di luce e di sole.

Non dimenticare mai che sei su un altipiano, tra i 700 e i 1300 metri. Se arrivi in Aranda de Duero, 800 metri sul livello del mare, scoprendo che la città, nel 2020, è stata capitale europea del vino, (in fondo la Ribera del Duero è una delle regioni vinicole più pregiate della Spagna) sei fortunato e se poi un piccolo cane ti fa compagnia e trovi l’albergo che vi accoglie tutti e due come amici, non potrà sorprenderti che mentre lasci i documenti alla reception ti senta circondato da bottiglie, scatole di vino in vendita, poco più in là scorgendo la scena e le voci straordinariamente piacevoli di gente di tutto il mondo che sorseggia felice.

Il giorno dopo visiterai Aranda, capiterai inevitabilmente in tante bodegas e qualcuno ti spiegherà che c’è una Aranda sotterranea, antica, attraversata da cantine ipogee, immerse in una freschezza inimmaginabile. Cave, in francese, cava in spagnolo, caverna in italiano, qualcosa di ancestrale si sta mettendo in moto. Entri e poi subito scendi nei fascinosi cunicoli di Don Carlos, Bodega histórica del XV secolo, contemporanea della vicina fastosa facciata della Iglesia de Santa María e la sua Virgen de las Candelas, con la sua torre difensiva romanica che fa da campanile.
Là sotto, nella Bodega, là in fondo, angoli sacri, sedimenti di lavoro duro ma esaltante. Ne verrai fuori appagato e carico di vini che aspetteranno il loro momento ideale.

Torneremo a viaggiare, andremo ad Aranda a bere Tempranillo, insieme a un panino con prosciutto crudo o un bel piatto di carne con patate e Pimientos de Padrón. Nel frattempo possiamo portare un po’ di Spagna in Italia, e non dimenticate la paprica affumicata perché senza Pimentón de la Vera non è Spagna. 

ARROSTO AL PIMENTÓN AHUMADO DE LA VERA 

Ingredienti per 6 persone

Preparazione

  • Massaggiate la carne con olio, sale, pepe, peperoncino, uno spicchio d’aglio schiacciato e la paprica. Aggiungete il ginepro sbriciolato. Copritela con della pellicola trasparente e fate riposare in frigorifero per qualche ora. 
  • Trascorso il tempo, scaldate due cucchiai di extravergine insieme ai due spicchi d’aglio schiacciati e pepe, e rosolate bene la carnee da tutti i lati. 
  • Sfumate con il vino rosso
  • Trasferite la carne insieme al condimento e a due mestoli di brodo in una terrina e cuocete la carne a 180° per 50 minuti girandola a metà cottura e aggiungendo eventualmente del brodo. 
  • Una volta pronto, fate riposare l’arrosto prima di tagliarlo. 
  • Servitelo con il suo condimento, ancora della paprica a crudo e un buon bicchiere di vino tinto spagnolo.

In abbinamento

Lara O  | Bodegas TERRITORIO LUTHIER

2016, DO RIBERA DEL DUERO, 100% Tempranillo

Prodotti 

BOVI CARNE GENUINA | LA CHINATA

Posate ICEL

Per conoscere meglio la realtà di Aranda de Duero e le sue cantine sotterranee, vi invito visitare la pagina di BODEGAS DON CARLOS, risalente – pensate un po’ – alla fine del XIV secolo e tuttora visitabile. E con una scelta di vini di tutto rispetto!

 

Author: chiaracaprettini

Scrittrice e foodblogger di Torino, appassionata di culture nordiche antiche. Nordfoodovestest è il foodblog dei piccoli produttori e della cucina letteraria

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