Asparagi allo speck e marmellata di uva spina

Migliaia e migliaia di anni

Non basterebbero

Per dire

Il minuscolo secondo d’eternità

In cui tu m’hai abbracciato

In cui io t’ho abbracciato.

[Jacques Prévert]

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Ettore e Andromaca, De Chirico. Dettaglio

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Ormai tutti lo sanno, la scienza ha confermato che l’abbraccio produce benessere, poiché favorisce la produzione di ossitocina, l’ormone della felicità, allontanando lo stress e rinforzando la memoria. La potenza affettiva e fisica di un abbraccio è stata oggetto di grandi temi letterari e artistici di tutti i tempi, in quanto finisce per allacciarsi a un mito, al racconto mitologico che narra le vicende di Eros innamorato di Psiche, e della gelosia di Afrodite, che non fece che rinforzare il loro amore.

La bellezza di questo abbraccio mitologico, la poesia della sua carica emotiva, hanno prodotto nella fantasia degli artisti opere supreme, come il Rapimento di Psiche di William-Adolphe Bouguereau, un abbraccio fisico, passionale e nel contempo colmo di delicata poesia.

L’abbraccio sigla dunque un sentimento profondo, un legame, l’inizio di una storia o la sua fine o un ultimo saluto, un addio. In questo senso l’opera metafisica di De Chirico, Ettore e Andromaca, segna un doloroso saluto di Ettore alla sua amata prima di sfidare a duello Achille: i due amanti-manichini privi di braccia si abbracciano col sentimento, fusi in un unico corpo. L’abbraccio porta quindi anche un doloroso distacco che talvolta finisce in tragedia: come non ricordare Dante che nel Quinto Canto dell’Inferno racconta la tragica vicenda dei due amanti Paolo e Francesca che, sorpresi dal marito di lei, vennero uccisi. “Galeotto fu ‘l libro e chi lo scrisse: quel giorno più non vi leggemmo avante”

E su questa linea troviamo grandi artisti e capolavori, come, tra tanti, il Romeo e Giulietta di Marc Chagall, L’abbraccio di Gustav Klimt, l’ Adamo ed Eva di Tamara de Lempicka.

L’abbraccio è emozione, sentimento intenso, protezione, saluto, addio, inizio e fine.

Ho voluto dedicare l’articolo di oggi all’abbraccio, creando un piatto che ne evochi tutta l’intensità e la sua più remota origine.

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ASPARAGI BIANCHI E VERDI CON SPECK E MARMELLATA DI UVA SPINA

Contrasti, colori e un pizzico di immaginazione. Poi una spolverata di pangrattato, un giro di balsamico e qualche petalo di fiore. Quello che si può fare con gli asparagi è davvero immenso, e allora giochiamo un po’: coppie di asparagi bicolore che si abbracciano avvolti in speck e marmellata di uva spina (che meraviglia è?).

E così, come dal cappello magico perché velocissimo, tirate fuori un aperitivo primaverile, simpatico da vedere e proprio originale!

Ricetta dal numero di aprile di piùCucina

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Ingredienti per 3 persone

20 asparagi (10 bianchi 10 verdi); 10 fette di speck; 2 cucchiai di pangrattato; un cucchiaio di marmellata di uva spina; aceto balsamico q.b.; sale e pepe; petali di fiori eduli per decorare.

Preparazione

  • Con il pelapatate sbucciate la parte legnosa degli asparagi e spuntateli. Sbollentateli in acqua leggermente salata.
  • Lasciateli raffreddare, spolverateli con un pizzico di pepe. Spalmate sopra ogni fetta di speck un po’ di marmellata e avvolgete le coppie di asparagi (uno bianco uno verde) con una fettina di speck. Disponete gli asparagi in una teglia foderata con carta forno e cuoceteli a 200° per circa 15 minuti, fino a quando lo speck sarà abbastanza croccante.
  • Ricoprite gli asparagi con il pangrattato (o in alternativa del parmigiano) e un filo d’olio e lasciate gratinare in forno.
  • Serviteli irrorandoli con l’aceto balsamico e decorando con i petali.

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Author: chiaracaprettini

Scrittrice e foodblogger di Torino, appassionata di culture nordiche antiche. Nordfoodovestest è il foodblog dei piccoli produttori e della cucina letteraria

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