Zefiro torna, e ‘l bel tempo rimena…
[Francesco Petrarca]




In onore alla Primavera sono dedicate dai tempi più antichi feste, poesie, fiabe, brani musicali, decori e soggetti artistici. E fra questi ultimi, primo fra tutti quello celebre di Sandro Botticelli, La Primavera, conservata agli Uffizi a Firenze, uno dei più straordinari capolavori del Rinascimento italiano, una celebrazione alla bellezza, alla grazia, al principio femminile, al ritorno del vento che riporta la nuova stagione.
“Zefiro torna e ‘l bel tempo rimena”, scriverà Petrarca nel suo trecentodecimo sonetto de Il Canzoniere, in cui alludeva ai benefici e alla serenità derivanti dal ritorno della bella stagione, dei prati fioriti, dei canti degli uccelli, delle gemme e delle prime infiorescenze degli alberi.



Ogni elemento diventa la grande metafora del risveglio e dell’amore, a cui nella tradizione cristiana si collega quello della celebrazione della Pasqua, l’espressione massima dell’amore spirituale, e di Psiche.
Una tradizione greca molto particolare della Pasqua è quella di colorare e decorare le uova di rosso, che riprende e mantiene in vita un’antica leggenda secondo cui Maria Maddalena, dopo essere stata al Sepolcro di Gesù e avendolo trovato vuoto, annunciò ai discepoli la straordinaria notizia. Pietro, però, incredulo le disse: “Crederò a quello che dici solo se le uova che hai nel paniere diventeranno rosse”. E subito le uova si tinsero di un rosso intenso. Questa tradizione, ancora oggi diffusa in Grecia, unita al simbolo dell’uovo, dei prati rinverditi, dei fiori, costituisce a formare il complesso simbolico e più caratteristico dell’emblema della Pasqua.




… et primavera candida et vermiglia.
Ridono i prati, e ’l ciel si rasserena.
PACCHERINI AL BERGAMOTTO RIPIENI DI STRACCIATELLA E PESTO DI PISTACCHIO SU LETTO DI AGRETTI ALL’AGLIO. Piatto vegetariano
Dedichiamo un piatto alla Primavera e alla Pasqua, e facciamolo evocando un prato fiorito e preparando una pasta ripiena che quasi ci ricorda delle uova sull’erba. Non sembra un nido, non sembra un uovo ripieno di bellezze? Se poi la pasta è al bergamotto e il ripieno è di pesto di pistacchio di Bronte su un letto di agretti (barba di frate) all’aglio… Non può che diventare un piatto perfetto!





Ingredienti per 2 persone
Una decina di paccherini verdi al bergamotto Rustichella d’Abruzzo; 250 g di agretti; 60 g di stracciatella; 1 cucchiaio di pesto di pistacchio oro Sciara; 3 spicchi d’aglio; olio evo, sale e pepe q.b.; peperoncino in polvere e tritato di pistacchio per decorare
Preparazione
- Lavate gli agretti e puliteli bene togliendo le radichette e le parti più dure dei gambi. Fateli bollire per cinque minuti.
- Nel frattempo in una padella scaldate un cucchiaio di olio insieme agli spicchi d’aglio schiacciati, sale e pepe.
- Scolate gli agretti conservando l’acqua di cottura, trasferiteli in padella e saltateli per qualche minuto a fiamma bassa. Togliete l’aglio.
- Filtrate l’acqua degli agretti per evitare residui e cuoceteci i paccherini.
- Nel frattempo, in una ciotolina mescolate il pesto di pistacchio con la stracciatella e trasferite il composto in una sac à poche (in alternativa, farcirete i paccherini con un cucchiaino).
- Scolate i paccherini al dente, passateli sotto acqua fredda e farciteli con la crema di pistacchio e stracciatella.
- Prendete una teglietta o un piatto resistente al calore, fate un letto di agretti e poi appoggiateci sopra i paccherini. Finite con un giro d’olio e passate il tutto in forno per una decina di minuti a 160° gradi.
- Servite spolverizzando del pistacchio tritato e un pizzico di peperoncino.




Giove s’allegra di mirar sua figlia; l’aria e l’acqua e la terra è d’amor piena;
ogni animal d’amar si riconsiglia.
Prodotti
RUSTICHELLA D’ABRUZZO | SCIARA PISTACCHIO
Décor
Piatto GMUNDNER KERAMIK |Asciugamano THORNBACK&PEEL




