Pane ai pomodorini secchi con crema di lupini ispirato a I Malavoglia

Questo è proprio un Malavoglia nato sputato! osservava padron ‘Ntoni gongolante. Tutto suo padre Bastianazzo, che aveva un cuore grande come il mare, e buono come la misericordia di Dio.

[I Malavoglia, Giovanni Verga]

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Associo sempre il pane alle cose semplici. Lo associo a quel mondo di purezza e perfezione dove anche le forme irregolari, magari leggermente bruciate o con poco sale, trovano la loro esattezza. Associo la preparazione del pane a una preghiera, quando convogli il pensiero in qualcosa di sacro e profondo, intangibile e protetto. Tu lo crei, tu lo manipoli, tu lo aggiusti nei sapori. E nel farlo, crei qualcosa in te stesso: piano piano senti nascere dentro una quiete nuova, che cresce come lievito e rende tutto possibile.

Associo il profumo del pane ai ritorni a casa, quando non vedi l’ora di varcare la soglia perché sai che lì dietro, oltre quella porta, dietro quel tavolo e quelle sedie, quel profumo c’è, difeso come si difendono le cose preziose. Quel profumo è nei muri, serpeggia invisibile tra le cose, inonda la cucina e si espande in ogni angolo della casa; quel profumo abita la dimora come uno spirito tranquillo e rasserenante. È pane, è vita.

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Associo il pane al mondo dei semplici, che si alzano in piena notte per lavorare la farina migliore e dare il tempo alla lievitazione, sensibili al clima, al grado di umidità, o semplicemente preoccupati di fare bene il loro lavoro, di svolgere bene la loro missione. E così mi vengono in mente i Malavoglia, vinti da un mondo che forse non li vuole più, vincitori invece per noi, che li vogliamo ancora. Loro, e quella casa del nespolo, o la Provvidenza, che è una barca ma in fondo è tutta la vita. E poi i lupini che si perdono nel naufragio, i figli che tornano inesorabilmente a casa, i proverbi di un padron ‘Ntoni che abitano le vie di un piccolo paese di anime che lottano.

Per menare il remo bisogna che le cinque dita si aiutino l’un l’altro…

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Non si può perdere se non si prova, non si può essere vincitori senza aver sperimentato quell’odore acre e insopportabile della sconfitta. Pescatori, morti in battaglia, perdite umane e materiali. E poi, lì dietro nascosta, come si nasconde il profumo del pane in cucina, qualche ostrica, che prova ad abbandonarsi alle “tempeste della vita”, prova ad affrontare la “vaghezza dell’ignoto” perché ci crede, vuole farcela, vuole lottare. Però il mondo, “da pesce vorace com’è”, se la ingoia.

Siamo ostriche attaccate alla nostra terra, ma non perdenti. Possiamo vincere se non perdiamo il nostro porto di partenza. Possiamo farcela, dobbiamo farcela. Nella nostra semplicità di persone umili, nel nostro fare il pane per prendersi cura di chi amiamo. Perché non esiste vera sconfitta per chi osa, per chi lotta, per chi prova. E così, “stretti fra di noi”, possiamo andare un po’ più lontano…

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PANE AL GRANO SARACENO CON POMODORINI E OLIVE E CREMA DI LUPINI AL CUMINO E CORIANDOLO. Ricetta vegana

Padron ‘Ntoni adunque, per menare avanti la barca, aveva combinato un negozio di certi lupini…

Sono affezionata a I Malavoglia come si è affezionati a un tesoro di famiglia. Per me, questo romanzo di fine ‘800 è una miniera di piccole ed enormi verità, rivelate sotto voce e di una potenza straordinaria. Verità e immagini, e allora ho creato un pane ‘letterario’ con dei bei pomodorini bio della Sicilia di Giovanni Verga, e una crema di lupini, a ricordarci che, ispirandoci a questo romanzo, il mondo può ingannarci ma, in qualche modo, possiamo provare a vincere l’ignoto.

IMG_1997Ingredienti per una bella forma di pane

Per il pane: 200 g di farina di grano tenero; 150 g di farina di grano saraceno; 80 g di capuliato di pomodori secchi bio Agriblea; 50 g di olive nere forti; 100 g di semi misti (lino, girasole, chia); 20 ml di olio evo;  1 bustina di lievito in polvere istantaneo; origano; 1 bicchiere di acqua tiepida; sale e pepe q.b.; erba cipollina fresca per decorare.

Per la crema di lupini: 150 g di lupini in salamoia; 1 patata bollita; 1 spicchio d’aglio; il succo di mezzo limone; 1 cucchiaino di cumino; 1 cucchiaino di coriandolo; 1/2 cucchiaino di paprica; prezzemolo fresco; 2 cucchiai di olio evo, sale e un pizzico di  pepe di Sichuan.

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IMG_2044Preparazione

  • Lasciate in ammollo i lupini un’oretta in una ciotola.
  • Nel frattempo occupatevi del pane. Preriscaldate il forno. In una ciotola mescolate le farine con i pomodorini, le olive nere denocciolate a pezzettini, l’origano, i semi misti e in ultimo il lievito, l’acqua e l’extravergine. Mescolate bene il tutto, date al pane la forma di un plumcake e lasciatelo riposare.
  • Preparate la crema di lupini: in un frullatore unite i lupini privati della buccia e il resto degli ingredienti. Frullate bene il tutto fino a ottenere una bella crema omogenea (se serve, aggiungete qualche cucchiaio di acqua o brodo di verdura). Trasferitela in una ciotolina.
  • Cuocete il pane a 180° per 40 minuti
  • Servite il pane tiepido con la crema di lupini, un po’ di erba cipollina e un filo d’olio.

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