Quando Tessitura Toscana Telerie incontra un Panino con crudo di cinta senese e Insalata al Passito

Questa è fra le cose più belle della letteratura: scopri che i tuoi desideri sono universali, che non sei solo, che non sei isolato da nessuno. Sei parte di.
[Francis Scott Fitzgerald]

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All’inizio pensavo fosse un limite. Pensavo che la realtà non dovesse per forza passare attraverso quel filtro, perché per me – fortunatamente solo all’inizio – quel modo di vedere le cose rappresentava un intermediario tra me e tutto il resto.

Poi però, come succede alle cose che devono per forza dispiegarsi e svelarsi, ho capito che sarebbe stato sempre così, che quello non era un filtro, bensì il mio sguardo sul mondo. E ho capito che per quanto possiamo nel corso della vita migliorare o peggiorare, la natura del nostro sguardo resta intimamente più o meno sempre la stessa. 

E il mio sguardo è a forma di pagine che si sfogliano e versi che si scrivono e si leggono, a bassa e ad alta voce. Il mio sguardo legge ciò che vede portando con sé frammenti di fiabe raccontate, di primi romanzi letti, di grandi e piccoli personaggi incontrati nel corso degli anni. Il mio sguardo non è mai solo, perché con lui e con me ci sono sempre loro: le terzine del mio Dante, le corse frenetiche del mio Orlando Furioso, le trasformazioni del mio Ovidio e del mio Kafka. Ci sono loro, le vicissitudini del mio Verga e i sentimenti del mio Manzoni, gli specchi pieni di verità del mio Dorian Gray e le romanticherie nostalgichee della mia Jane Austen.

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Non scegliamo di vedere il mondo in un modo preciso, forse penso che sia il mondo a scegliere noi. Ognuno ha il suo, e nel mio c’è tutta la poesia che non avrò il tempo di scrivere, tutti i romanzi che non riuscirò a comporre. Perché c’è il mondo immenso di parole e di sentimenti di chi è venuto prima di me, c’è la fierezza di Alfieri, c’è il tormento di Madame Bovary. Ci sono infiniti mondi dietro l’unico che potremmo vivere. Noi, grazie a loro, viviamo mille vite.

Ecco che quando mi ritrovo in una splendida tenuta toscana, a seguire dal vivo lo shooting del nuovo moodbook di Tessitura Toscana Telerie (tutti i dettagli in questo primo post), io vivo, scrivo e ascolto infinite poesie, infinite novelle, infiniti racconti. Mi sento in un mondo sospeso, dove le fantasie dei tessuti prendono vita. Perché vi assicuro, assistere alla mise en scène di un set fotografico in un contesto toscano di verde e di silenzi, è un’esperienza difficilmente descrivibile. Ogni tessuto di Tessitura Toscana Telerie racconta una storia: la tovaglia con i fenicotteri mi ricorda le pagine di Mistral, ma anche un pizzico di Frida Kahlo; quella con galli e galline, così straordinarie da sembrare vere, mi riportano al Diario di un curato di campagna di Bernanos, mentre elefanti e dromedari mi fanno rivivere le atmosfere da Mille e una Notte

Anche io mi ritrovo a fotografare, abbinando alcuni dei loro canovacci a ricette realizzate sul posto insieme ai prodotti della Tenuta Spannocchia: ho in mano asciugamani jacquard che rappresentano bottiglie di vino, forme di pane, olio e perfino la razza tipica toscana della Cinta senese. Quei maialini si muovono su quel tessuto, e poi si muovono per davvero anche intorno al set, perché a Spannocchia si alleva Cinta senese. E allora è un continuo spostarsi tra storie rappresentate sui tessuti e storie reali che succedono intorno a me.

Il mio sguardo si arricchisce di poesia, quei tessuti che già per loro natura sono così intrisi di storie, suggestioni e racconti, si arricchiscono di meraviglia e si riempiono di mille vite insieme. E così i loro animali parlanti diventano quelli di Fedro e di Esopo; i grandi fiori e i grandi frutti sono quelli degli Impressionisti e delle nature morte; le conchiglie blu sanno di Fado e di Pessoa, mentre le carnose farfalle mi riportano al Paradiso Perduto di Milton.

Ora penso che non sia un limite, ora penso che sia una fortuna: poter vedere il mondo con gli occhi della poesia e della letteratura, ed essere aiutata in questo da aziende che con il loro lavoro e i loro prodotti ci riportano a una vita dove tutto è impregnato di anima, di passione e di quella giusta dose di follia e di incanto…

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PANINO CON PROSCIUTTO CRUDO DI CINTA SENESE E INSALATA CON VINAIGRETTE AL PASSITO

Siamo a metà luglio, prendo in mano i miei canovacci e scelgo per loro le ricette migliori. La prima è una Panzanella con capocollo di cinta senese: la ricetta e i canovacci vi aspettano già sul blog a questo link.

La seconda invece deriva proprio da una suggestione dell’orto di Spannocchia, oltre che dai soggetti dei tessuti: olio, vino e cinta senese. Allora prepariamo un panino toscano farcito di prosciutto crudo di cinta senese, da accompagnare con un’insalata con aromi e una vinaigrette al Passito! Il Passito di Spannocchia ovviamente, dal profumo e dai sentori inconfondibili.

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Ingredienti per 6 persone

Per il panino: 700 g di pane toscano; 350 g di prosciutto crudo 24 mesi di cinta senese;  2 spicchi d’aglio; rosmarino fresco; 20 ml di olio evo, sale e pepe q.b.

Per l’insalata: 1 grande cespo di lattuga; 2 pomodori; 1 zucchina gialla; 2 cipolle bianche; fiori di zucca; aromi misti (origano, nepetella, santoreggia…)

Per la vinaigrette: 40 ml di olio evo; 2 cucchiaio di aceto balsamico; 20 ml di Passito; 1 cucchiaio di miele millefiori; salvia fresca; sale e pepe

Preparazione

  • Iniziate con la vinaigrette: in una ciotolina mescolate bene tutti gli ingredienti, coprite con pellicola trasparente e fate riposare in un luogo asciutto e al riparo dalla luce.
  • Nel frattempo, in un’altra ciotolina mescolate l’extravergine con un pizzico di sale e di pepe, il rosmarino fresco e gli spicchi d’aglio leggermente spezzettati. Coprite con pellicola trasparente e fate riposare in un luogo asciutto e al riparo dalla luce.
  • Preparate l’insalata: tagliate pomodori e cipolle, la zucchina in striscioline sottili, mescolate il tutto con le foglie di lattuga tagliate grossolanamente. Aggiungete i fiori di zucca puliti e tagliati a striscioline, e gli aromi.
  • Condite l’insalata con la vinaigrette al Passito, assicurandovi di mescolare bene tutti gli ingredienti. Aggiustate di sale.
  • Ricavate 12 fette di pane piuttosto spesse. Condite sei fette con l’olio all’aglio e rosmarino (per chi gradisce, lasciate anche i pezzetti di aglio!). Aggiungete il prosciutto e chiudete il panino con le restanti fette.
  • Servite i panini con l’insalata al Passito e in abbinamento il loro vino ROSSO IGT, da uve Sangiovese, Colorino, Ciliegiolo e Canaiolo.

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TESSITURA TOSCANA TELERIE

TENUTA SPANNOCCHIA 

Coltello OPINEL

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Autore: chiaracaprettini

Scrittrice e foodblogger di Torino, appassionata di culture nordiche antiche. Nordfoodovestest è il foodblog dei piccoli produttori e della cucina letteraria

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