Gioacchino Rossini e La Gazza Ladra: involtini di tacchino ai carciofi, olive Leccino e Criollo

Sino il pianto è negato al mio ciglio…

Ecco, cessato è il vento…

[G. Rossini]

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Anche La Gazza Ladra, come quelle precedentemente inserite nel mio blog -La Cenerentola e Il Barbiere di Siviglia- costituisce, nel corpus delle opere rossiniane, un pilastro imprescindibile.

Musicata da Gioacchino Rossini su libretto di Giovanni Gherardini e rappresentata per la prima volta a Milano nel 1817, La Gazza ladra declina in carattere semiserio il dramma La Pie voleuse di Theodore Badouin d’Aubigny e Louis-Charles Caigniez. Sotterfugi, malintesi, tanti personaggi, intreccio complicato e ingiuste rimostranze nei confronti della serva Ninetta accusata di avere sottratto una posata, rubata invece dalla gazza ladra, e poi un lieto fine, costituiscono la trama leggera per una musica grandiosa, possente, che si muove con imponenza dalle note della celeberrima ouverture e sostiene l’intera struttura. Anche per quest’opera, ho pensato a un piatto semplice e potente insieme, umile nel contempo complesso, ispirandomi a sapori marchigiani, alle preferenze di gusto dello stesso Rossini e a un décor in linea con l’opera.

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INVOLTINI DI TACCHINO CON MELE, CARCIOFI E BATTUTO DI OLIVE LECCINO, CON UNA SPOLVERATA DI CRIOLLO 

Si racconta che il compositore avesse pianto solamente tre volte nella vita: ai fischi durante la sua prima rappresentazione, alla morte di Paganini, e poi durante una gita in barca, quando gli cadde in acqua un tacchino farcito di tartufi.

Ecco che vogliamo omaggiare Rossini così: con il suo amato tacchino, accompagnato da ingredienti da vero buongustaio. Prime fra tutte delle vere e proprio perle marchigiane che come note sopraffine regalano un tono acceso e vivace al nostro piatto: le olive nere Leccino sono piccole ed estremamente saporite, sapide eppure dalla dolcezza non velata, in grado di condensare in sé la principesca regalità di questa regione. E poi, qualcosa da vero buongustaio qual era il nostro amato Gioacchino: il Criollo, la varietà di cacao più rara in assoluto. Le sue rese sono nettamente inferiori rispetto alle altre due varietà di cacao esistenti (Forastero e Trinitario), ma i suoi aromi hanno una purezza senza eguali e, pensate, la sua presenza sul mercato si attesta allo 0.001% di tutto il cacao in circolazione. E allora, via libera a un secondo con cui invitare a tavola e – si spera – rendere un felice (e sazio!) il nostro grande Maestro!

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Ingredienti per 4 involtini

350 g di fesa di tacchino; 1 scalogno; 30 g di olive nere Leccino —–  1 mela; 5 carciofi piccoli; 20 g di taralli; vino bianco per sfumare; salvia fresca; 10 g di tavoletta 100% cacao Criollo Domori; olio evo, sale e pepe q.b.

Preparazione

  • In una padella, insaporite in un cucchiaio di extravergine lo scalogno tagliato fine con la mela a cubetti, le foglie di salvia, i carciofi puliti e tagliati a fettine, sale e pepe e il battuto di olive. Sfumate con il vino e cuocete a fiamma molto bassa per una quindicina di minuti. Spegnete e fate riposare.
  • Mettete tra due fogli di carta da forno le fette di tacchino e battetele con un batticarne per diminuirne un po’ lo spessore. Spalmate su ogni fetta un po’ del ripieno, arrotolate e formate degli involtini. Chiudete con degli stuzzicadenti.
  • Rivestite una teglia di carta forno, disponete gli involtini, bagnateli con mezzo bicchiere di vino e un filo di olio, e copriteli con pezzetti di salvia.
  • Riducete grossolanamente i taralli in briciole e disponeteli sopra ogni involtino. Finite con un giro di olio e un pizzico di pepe. Infornate a 180° per 20 minuti, avendo cura di tanto in tanto di bagnare gli involtini con il brodo che si crea.
  • Servite gli involtini con il Criollo grattugiato.

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Prodotti

Il portale delle eccellenze e primizie marchigiane si chiama TASTING MARCHE.

Una boutique on line dei prodotti più disparati, dagli insaccati ai dolci, dai sughi e conserve ai legumi, miele e tartufi. Tutto rigorosamente selezionato per offrirci una scelta di prodotti qualitativamente superiori.

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Come le olive Leccino scelte per questa ricetta, dell’Oleificio Silvestri Rosina, un’azienda a conduzione familiare che da più di settant’anni produce olio extravergine di oliva. Tasting Marche però è anche promozione del territorio, attraverso una utilissima “mappa dei sapori” divisa per borghi e itinerari, attraverso “tasting experience” che rappresentano un viaggio nelle meraviglie gastronomiche e territoriali della regione…

Dalle Pendici del Montefeltro fino alle colline intorno al Conero, affacciato a picco sul mare, dall’entroterra dell’Anconetano fino ai Sibillini, dalle colline di Corridonia fino alle spiagge di palme di Grottammare attraversando la Valle del Chienti…

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Décor

LABORATORIO PESARO e una Collezione Rossini che oramai ha capito come sorprenderci, tra linee fini e lievi piene di spazi di eleganza e morbidezza.

Sfondo: canovaccio Tessitura Toscana Telerie 

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Autore: chiaracaprettini

Scrittrice e foodblogger di Torino, appassionata di culture nordiche antiche. Nordfoodovestest è il foodblog dei piccoli produttori e della cucina letteraria

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