Il mio piatto, la mia filosofia: gli Spaghettini di Nonno Aldo

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Caro nonno,

questa lettera è per te. Se penso a quante cose non viviamo quando siamo piccoli, se penso a tutti i rumori di parole che avremmo potuto regalarci, se penso a tutti quei silenzi che non riuscivo a comprendere. Ti ritrovo in tanta vita, ti ritrovo nelle pagine del mio blog che da due anni a questa parte sono diventate le pagine del mio quotidiano. Ti ritrovo e ti sento, perché nessuno se ne va mai per davvero. E ovunque tu sia, insieme al resto della truppa, sei anche qui, sulla terra, tra i piatti, e sento sfogliare quel giornale come se tu lo stessi sfogliando adesso.

Non è malinconia, non è nostalgia, è il profumo delle emozioni buone, quelle che restando in eterno scaldano il cuore e ci fanno piangere. Spesso la chiamiamo tristezza per comodità, ma  non è così: il tanto caldo spesso fa salire le lacrime, e il tanto caldo del tuo ricordo ai fornelli mi scalda di un fuoco buono, di un fuoco di lacrime. Tanto di questo blog c’è perché ci sei stato tu, tanto di me è in questo piatto di spaghettini al sugo, così belli pieni di burro, e di pomodoro, e di olio. Sì, proprio così, pochissima pasta, tantissimo sugo, e tu quante ore lo facevi andare? Tu che per te cucinare bene e mangiare bene era una filosofia, tu che per anni non avevi mangiato niente, tu che sei tornato dalla guerra con le gambe congelate e noi ora ci lamentiamo del freddo.

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Gli Spaghettini di Nonno Aldo non so che cosa avessero di particolare, forse tutto forse nulla. Ma penso che noi siamo ciò che la nostra anima costruisce, noi siamo i dettagli, noi siamo i ricordi immensi e i progetti assoluti. Noi siamo ciò che non si vede. Perché è l’invisibile che dà forma alla nostra vita. Tanto, forse tutto della mia cucina è partito da qui: un piatto fatto d’amore, un piatto ricordato nei dettagli e quindi per questo degno di essere riportato in vita, sempre. La conservazione e la condivisione dei ricordi spetta a noi, noi siamo i testimoni.

Caro nonno Aldo, questa ricetta è per te. E quindi per tutti quelli che… Credono che dare forma all’invisibile significhi dare forma a se stessi per davvero, senza limiti, pieni d’amore. Ed è vita, vita vera.

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GLI SPAGHETTINI DI NONNO ALDO: TANTO SUGO, TANTO BURRO, E UN FILO D’EXTRAVERGINE 

Li chiamava “Spaghettini” perché ci metteva il cuore, ma in realtà usava sempre il formato spaghetti. Allora ho scelto una pasta che mio nonno avrebbe amato, ho scelto il sugo che mio nonno adoperava sempre. Ho scelto una padella bella capiente, un coperchio in grado di coprire gli schizzi, un burro super, un olio super, e poi un piatto super che rispecchia tanto dei viaggi del nonno, tanto del décor che amo io. Eccola qui, la mia pasta perfetta!

IMG_3320Ingredienti per 4 persone

240 g di Spaghetti Pezzullo; 1 confezione (400 g) di pelati; 1 cucchiaio di pomodoro concentrato; 40 g di burro; 1/2 cipolla bionda; 2 cucchiaini di zucchero; erbe aromatiche; olio evo, sale e pepe q.b.

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Preparazione

  •  In una padella insaporite la cipolla tagliata finemente in un cucchiaio di olio e un pizzico di sale. Aggiungete i pelati, qualche aromatica (come salvia, rosmarino, origano, pimpinella, timo), il concentrato precedentemente disciolto in un po’ d’acqua, lo zucchero. Consumate a fiamma bassa per 30 min circa. Solo all’ultimo aggiungete il burro a pezzetti. Mescolate bene e fate riposare.
  • Buttate gli spaghetti in abbondante acqua bollente salata, e scolatela molto al dente conservando dell’acqua di cottura.
  • Terminate la cottura della pasta nella padella con il sugo aggiungendo due cucchiai circa di acqua di cottura.
  • Servite gli spaghetti con un bel giro di extravergine e le aromatiche.

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Prodotti

PEZZULLO / Per questo piatto ho adoperato i pelati e il concentrato Cirio, e il burro Lurpak.

Piatto Hybrid SELETTI / Posate MEPRA

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