BLU COME L’ABRUZZO, tra ittiturismo e cultura consapevole del mare

blu come l'abruzzo

Riunire in un solo progetto identità, cultura, patrimonio locale.
Ecco la grande sfida ampiamente portata a termine dal progetto BLU COME L’ABRUZZO.

Le eccellenze ittiche di un territorio ricco e variegato come quello abruzzese diventano l’occasione per raccontare storie, persone, antiche ricette, antichi rituali. Il tutto in un’ottica duplice: difendere un’eredità antica, e far crescere  la consapevolezza – tanto nel consumatore quanto nel ristoratore – di che cosa significhi per davvero scegliere (e quindi condividere) un territorio.

Scegliere locale non è più scontato da tempo, e BLU COME L’ABRUZZO è partito proprio da qui: attingere ai propri pescatori, ai propri mari e raccontare attraverso piatti di una bontà tanto semplice quanto irripetibile la necessità di tornare a un KM 0 che non è solo necessità ambientale, ma anche bisogno culturale.

Alla base c’è GAL, il Gruppo di Azione Locale che punta alla creazione di una rete regionale legata alla cultura e all’economia del mare, con lo scopo primario di valorizzare il prodotto ittico abruzzese. La visione del Presidente Riccardo Padovano è chiara, ovvero lavorare sul senso di comunità e di coscienza tra ristoratori e consumatori con un fine comune: la difesa e la valorizzazione di un territorio che ha tanto da dire e da raccontare.

L’iniziativa ha coinvolto nel mese di luglio 26 le coste del Chietino, del Pescarese e del Teramano attraverso serate a tema, degustazioni e showcooking stellati. La tradizione abruzzese scende a tavola con piatti che evocano la vera potenza del mare.

Uno dei punti di forza del progetto? Certamente l’attivazione di sinergie tra gli operatori della piccola pesca costiera e il settore della ristorazione marinara: la stagionalità del pescato dell’Adriatico incontra la gastronomia nell’ottica di offrire un’esperienza il più sincera e straordinaria possibile.

E così per un paio di giorni eccomi a godere a piene mani la cultura del mare più autentica.

Grazie a BLU COME L’ABRUZZO, la mia prima volta in questa Regione non poteva ricevere accoglienza migliore. Questo luglio così caldo non mi ferma, anzi. I ristoranti aderenti al progetto qui a Pescara non sono pochi e quelli scelti per me sono tutti molto diversi tra di loro ma caratterizzati dal valore che più amo: saper dire senza osare, saper essere ristorando l’ospite, valorizzare il prodotto senza denaturarlo ma elevandolo.

Seppioline, mazzancolle, alici, sgombri: tutto locale, tutto di questi mari. “La ricciola è pescata questa mattina”: me la servono così, semplicissima, con patate e verdure in agrodolce. Tutti i piatti di pesce dovrebbero chiamarsi così: “pescati questa mattina”.

L’emozione è sinceramente grandissima. Il mondo del mare è il mondo della riconoscenza e questi piatti esprimono cosa significhi trattare con intelligenza e sensibilità un territorio.

BLU COME L’ABRUZZO è anche molto esperienziale: perché il mondo del mare va assaporato dopo averlo vissuto e quindi conosciuto. Ecco che allora mi portano in Kayak lungo la Costa dei Trabocchi, e dopo un’oretta di pace a pagaiare tra un “ragno colossale” e l’altro – come li chiamava D’Annunzio – mi ritrovo proprio su uno di quei trabocchi a bere vino locale e mangiare fritto di pesce.

È ciò che dovrebbe essere: essere fieri della propria terra significa però tradurre quella fierezza in esperienza condivisibile e arricchente. Vieni qui, assaggi, incontri, parli, assaggi di nuovo, sorridi, bevi, e ne esci cambiato. Anzi migliorato. Perché sei più felice e la felicità necessariamente migliora.

Due giorni incredibili. Salgo sulla barca di un pescatore che organizza escursioni nella baia di Pescara. Ci accompagna a vedere un impianto di ostriche, poi ci racconta aneddoti da vero lupo di mare e poi, alla fine di un paio di ore in mare aperto, trasforma la sua barca in un momento di bellissima convivialità: apriamo una bollicina imbottigliata da lui insieme a un piatto di mazzancolle col parmigiano. Fa caldo, sono sulla barca, ho introiettato storie di pesca e di mare e sono felice.

Poi ci spostiamo a Martinsicuro all’Ecomuseo del Mare e della Pesca: mi insegnano a riconoscere e a pulire il pesce fresco. Resto incantata dal profumo del pesce che ho davanti: attenzione ho detto profumo, non odore. La pescatrice pulisce quei pesci come una ballerina: ci mette un attimo e lo fa con una grazia commovente.
Proprio vero che qualsiasi lavoro compiuto con amore diventa arte.
E poi, per concludere con il mio primo tramonto abruzzese, eccomi sul Porto di Giulianova per una delle tante serate estive Caliscendi tra chef stellati, showcooking e stand a tema… Pesce locale ovviamente!

CHE COSA HO ASSAGGIATO

Seppioline alla pescarese con peperone dolce di Altino e olio di pianella
Mazzancolle con peperone dolce e pomodorini
Risotto ai frutti di mare
Fritto
[Ristorante Positano, Lungomare G. Matteotti, 38, 65121 Pescara PE, Italia]

Aperitivo lungo la Costa dei Trabocchi
[Il Bosso, Via Lungomare di Gualdo, 38, 66038 Marina di San Vito CH, Italia]

Alici in scapece e ricciola marinata agli agrumi
Sgombro marinato arrosto con peperoni arrosto e menta fresca
Tonno alla pizzaiola
Spaghetto quadrato alici pomodorino giallo pane fritto
Ricciola “Pescata questa mattina”
[Taverna il Portico, Via del Portico, 8, 66020 Rocca San Giovanni CH, Italia]

Alici in carpione
Sgombri su bruschetta e ai peperoni
Fritto
Gnocchi agli scampi
[Stabilimento balneare Aretusa, Lungo Mare Giovanni XXIII Papa, 61, 65126 Pescara PE, Italia]

 

Dal mare alla tavola in un dialogo ininterrotto perché tutto, dove si fa cultura delmare, fa parte dello stesso meraviglioso discorso

PER INFO https://blucomelabruzzo.it/ | https://galpescaabruzzo.it/

*collab

 

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