Colori e decori di Limoges: tre mini quiche ai formaggi locali

Quale saggezza puoi trovare che sia più grande della gentilezza?
[Jean Jacques Rosseau]

 

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La porcellana di Limoges è una porcellana dalla particolare lavorazione a pasta dura prodotta a partire dal 1771 a Limoges e nel dipartimento della Haute-Vienne. Lo stile classico di grande raffinatezza è diventato nel tempo emblema della cittadina francese, conosciuta nel mondo per la produzione di porcellana molto caratteristica  tanto cara alla dinastia dei Borbone. La squisita delicatezza con note di una sofisticata e quasi molecolare ricercatezza dei suoi decori, i girari floreali in oro, i fondi blu cyan o di uno squillante magenta o ancora i minuziosi inserti giallo limone, verde tenero sono diventati i termini di un’icona di stile, e di una tavolozza sensibile all’eleganza come all’equilibrio cromatico.

 

 

Oggi EASY LIFE ripropone con una grazia particolare una linea di piatti dedicata alla porcellana di Limoges e lo fa con una competenza e una maestria che, pur lasciando spazio all interpretazione, firma la conservazione nel tempo di uno stile mirabile destinato a portare  nella nostra contemporaneità la propensione alla scelta dei complementi da tavola con grande rispetto verso la tradizione e con un sensibile atteggiamento poetico.

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LE MINI QUICHE DI LIMOGES: al Cantal e carote al miele; al Bleu d’Auvergne con fichi, noci e cipolla al balsamico; al Rocamadour con albicocche e granella di pistacchio 

Perdiamoci quindi nel décor ma anche in un’infinità di bellezze naturalistiche e gastronomiche. Ci troviamo nel Sud-Ovest francese,  nella Regione della Nouvelle-Aquitaine, che comprende quindi Aquitaine, Limousin e Poitou-Charentes. Parliamo di città come Bordeaux, Poitiers, la nostra Limoges, ma anche i parchi naturali del Marais o les Îles de Ré ou d’Oléron, perle selvagge e di una bellezza indescrivibile.

Facciamo sosta a Limoges, tra mirtilli, castagne, patate e funghi, tra patè, zuppe e ricchi insaccati. E ben 4 AOC (corrispondenti alle nostre DOP) di formaggi: Cantal, Bleu d’Auvergne, Rocamadaour e Salers. Scelgo proprio i primi tre – facilmente reperibili in Italia nella grande distribuzione – per creare un piccolo percorso degustazione in questi sapori tutti particolari.

 

 

Formaggio a pasta pressata non cotta, il CANTAL è uno dei più antichi formaggi francesi, si racconta esista da più di 2000 anni, Plinio Il Vecchio ne parlava come uno dei formaggi preferiti a Roma e spesso di adoperava come moneta di scambio: una forma per una botte di vino. Ne scelgo uno giovane, stagionato 30 giorni (che è la stagionatura minima, mentre si può arrivare a dei massimi di oltre sei mesi per un Cantal “vieux” o “de caractère), dal sapore già abbastanza deciso che smorzo con delle carote glassate al miele e foglie di menta…

Il BLEU D’AUVERGE rientra in assoluto tra i miei formaggi preferiti. Formaggio blu prodotto da latte vaccino (diversamente per esempio dal noto Roquefort che è prodotto da latte di pecora), nasce nel 1850 per opera di un contadino dell’Auvergne che, notando la comparsa di muffe sui propri formaggi, decise di renderle “marchio di fabbrica” in quanto esaltavano il sapore del formaggio stesso.

Oggigiorno la muffa si ottiene addizionando penicillum, mentre in passato si univa il caglio a del pane di segale raffermo, si chiudeva il tutto in un sacco forato con un ago in modo tale che l’aria in entrata dai fori producesse la nota e ambita muffa. Perfetto degustato così da solo, con un bel vino rosso corposo, lo abbino a un classico degli erborinati: fichi e noci. Qualche foglia di timo e della cipolla caramellata sfumata al balsamico…

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E infine, l’elegante  ROCAMADOUR, formaggio caprino a pasta molle. Se lo scegliete giovane – come in questa ricetta – la pasta sarà cremosa e il sapore vi ricorderà il burro e la nocciola. Amato da letterati e politici, la sua storia è antica: se  ne parla già in un contratto di metà ‘400, fino ad arrivare ai primi anni del secolo scorso, quando il formaggio viene descritto come “un fromage savoureux que l’on ne connaàt pas dans les autres règions” (“un formaggio gustoso che non si conosce in altre regioni”). Delicato eppure intenso nello stesso tempo, in questa quiche lo abbino con albicocche e granella di pistacchio…

 

 

Ingredienti per 9 mini quiche

2 rotoli di pasta sfoglia formato rotondo; semi misti; olio evo.

Per le quiche al Cantal: 100 g di Cantal giovane; 4 carote; 4 cucchiaini di miele cremoso millefiori; foglie di menta. Per le quiche al Bleu d’Auvergne: 100 g di Bleu d’Auvergne; 3 cucchiaini di marmellata di fichi; 3 noci sgusciate; 2 cipolle piccole bionde; 1 cucchiaio di aceto balsamico; foglie di timo. Per le quiche al Rocamadour: 100 g di Rocamadour fresco; 3 albicocche; 2 cucchiai di granella di pistacchio; foglie di salvia.

 

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Preparazione

  • Con l’apposito strumento, riducete le carote in spaghettini (in alternativa, tagliatele a piccoli cubetti). In una padella schiacciate uno spicchio d’aglio e insaporitelo in un cucchiaio di olio con un pizzico di sale e pepe. Unite le carote e il miele e cuocete a fiamma bassa mescolando delicatamente per qualche minuto. Spegnete e tenete da parte.
  • Tagliate la cipolla sottile, fatela appassire un paio di minuti in padella insieme a un cucchiaio di olio. Sfumate con il balsamico, aggiungete un cucchiaino di zucchero, cuocete finché le cipolle non sono belle dorate e caramelliate (circa due minuti). Spegnete e tenete da parte.   
  • Togliete le sfoglie dal frigo e con l’aiuto di una tazza o un colapasta tagliate dei cerchi un po’ più grandi del diametro delle formine. Ungete bene le formine, adagiateci sopra i cerchi e fatele bene aderire ai bordi.
  • Preriscaldate il forno e componete le quiche
  • Per le 3 quiche al Cantal: fate un primo strato con le carote, poi coprite con il formaggio a pezzetti, i semi misti, e in ultimo le foglie di menta e un giro d’olio.
  • Per le 3 quiche al Bleu d’Auvergne: fate un primo strato con la marmellata di fichi, poi aggiungete le noci sbriciolate e il formaggio a pezzetti. Finite con le cipolle, i semi, il timo e un giro d’olio.
  • Per le 3 quiche al Rocamadour: fate un primo strato con le albicocche (sceglietele un po’ mature) a pezzi, poi con il formaggio a pezzetti, e in ultimo la granella di pistacchio, i semi, la salvia e un giro d’olio. Cuocete a 180° per 30 minuti.
  • Servite le quiche tiepide o calde accompagnate da un’insalata mista.

 

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Décor

I piatti degli ingredienti sono vintage antica Limoges. Quelli del servizio invece sono EASY LIFE.

Lo sfondo è un canovaccio TESSITURA TOSCANA TELERIE che, pensate un po’, si chiama proprio Limoges. Incredibile ma non sai dove finisce la ceramica e inizia il tessuto!!

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Il libro RICETTE CHE MI VENGONO BENE (ANZI BENISSIMO) è una super novità in casa Nomos: a metà tra un libro e un quaderno, è il luogo dove trasformare le nostre ricette, idee e ispirazioni culinarie in eleganti pagine destinate ad accompagnarci nei nostri esperimenti in cucina. Io ho inaugurato questo bellissimo libro viola (che, tra l’altro, è anche un bellissimo oggetto da tenere tra le mani e mettere in bella vista in cucina) proprio con questo piatto francese. E mi piace pensare che sia un po’ il mio libro di ricette literary che tanto vorrei pubblicare, ma anche io mio blocco di appunti e il mio luogo della magia. E poi c’è anche il calendario per le occasioni da non dimenticare e i planning natalizi!! Insomma, bravissimi Nomos come al solito! Ordinatelo direttamente al link!

 

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Autore: chiaracaprettini

Scrittrice e foodblogger di Torino, appassionata di culture nordiche antiche. Nordfoodovestest è il foodblog dei piccoli produttori e della cucina letteraria

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