Gioacchino Rossini e Il Barbiere di Siviglia: fettuccine di Campofilone al ragù di trota, Verdicchio e burro con tartufo

A volte le parole non bastano.
E allora servono i colori.
E le forme.
E le note.
E le emozioni.
[Alessandro Baricco]

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Appartengono ormai al nostro immaginario, al nostro bagaglio di figure storiche depositate in una memoria ereditata, personaggi come la bella Rosina e il barbiere tuttofare Figaro, protagonisti dell’opera buffa Il Barbiere di Siviglia di Gioacchino Rossini.

Sarà per quella bufera di proteste che segui la prima messa in scena quel lontano 20 febbraio 1816 (che poteva sembrare in competizione con Il barbiere di Siviglia del vecchio maestro Paisiello), o sarà per il trionfo inaspettato della sera successiva, sarà per quella leggerezza scherzosa che pervade la trama accompagnata a una musica grandiosa, ma quest’opera lirica rossiniana è entrata nella nostra pelle. Su libretto di Cesare Sterbini e tratto dalla omonima commedia francese di Pierre Beaumarchais del 1775, il barbiere di Siviglia gode di una potenza musicale straordinaria e di un legame sorprendente con il cantato, per un risultato meraviglioso che lo ha reso una delle opere liriche più rappresentate nei teatri di tutto il mondo. Un vero orgoglio italiano.

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FETTUCCINE DI CAMPOFILONE AL RAGÙ BIANCO DI TROTA, VERDICCHIO E BURRO AL TARTUFO

Ispiriamoci allora alle scaramucce amorose, ai colpi di scena e agli intrighi, e creiamo un piatto che vuole essere un possente groviglio di gusti e richiamare l’atmosfera avvolgente della musica. Lo facciamo con ingredienti del territorio: fettuccine di Campofilone, Verdicchio di Jesi, trota, abbinati a una delicatezza tanto amata dal Maestro: il tartufo.

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Ingredienti per 2 persone

125 g di fettuccine secche all’uovo di Campofilone; 180 g di trota salmonata; 1/2 carota; 1 scalogno; 1 spicchio d’aglio; 1 bicchiere di Verdicchio dei Castelli di Jesi DOC Moncaro; 2 cucchiaini di burro con tartufo; olio evo, sale e pepe q.b.;  qualche foglia di salvia fresca; fiori di santoreggia.

Preparazione

  • Preparate il ragù bianco: in una padella scaldate un cucchiaino d’olio con un pizzico di pepe e sale, insaporitevi la salvia, la carota e lo scalogno tagliati fini. Aggiungete il filetto di trota pulito e tagliato grossolanamente (si romperà in cottura), sfumate con il vino e cuocete a fiamma molto bassa per 15-20 minuti.
  • Cuocete le fettuccine in abbondante acqua con brodo di verdura. Scolatele dopo circa 2 minuti e finite la cottura in padella con il ragù e un pizzico di olio.
  • Sciogliete il burro al tartufo.
  • Servite i tagliolini con un filo di burro sciolto e i fiori di santoreggia.

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Décor

LABORATORIO PESARO e una ciotola appartenente alla Collezione Rossini che si muove sinuosa, elegante e fine. Linee pulite, colori pastello silenziosi e pacati, e belli, di una bellezza pura. La base nera invece è il vinile di Rossini: non è forse bellissimo come sottopiatto?

Sfondo: canovaccio Tessitura Toscana Telerie. Che ci fa respirare i climi italiani delle taverne, delle osterie rumorose e trafficate. E piene di vita.

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Autore: chiaracaprettini

Scrittrice e foodblogger di Torino, appassionata di culture nordiche antiche. Nordfoodovestest è il foodblog dei piccoli produttori e della cucina letteraria

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