DELMAGO DRINKS: Chef signature e tratti esclusivi

È tarda mattina e ci sediamo nel suo ristorante, come vecchi amici. Chissà, forse anche un po’ lo siamo, in quella dimensione del lavoro che poi sfocia nella chiacchiera più spontanea. Mi dico che forse questo periodo sta portando alla luce delle nostre trasparenze, almeno, lo fa con chi non ha paura di mostrarsi. Come se stessimo togliendo della polvere, come se non avessimo paura di mostrarci alla luce…

Ci sediamo, parliamo del più e del meno, che poi non è mai davvero più e meno. È sempre qualcosa, c’è sempre sostanza nella natura degli incontri che si ripetono a distanza di anni. Ed essere seduta qui con un mago ha sempre un po’ di fascino. Anzi, con “Il” mago. Mi piace chiamarlo così come forse lo chiamano tutti, ma anche Marcello non mi dispiace. Che poi dovrei chiamarlo Chef, ma oggi nei suoi occhi leggo fantasia e fantasticherie, che lo portano in un mondo lontano, lontano da qui. Come – non so – Gauguin e le sue amate isole di Tahiti. Ecco, sì, forse c’è un po’ di Gauguin oggi nei suoi occhi… Un ritorno alla bellezza originaria, o forse un viaggio che continua, iniziato anni fa, perché qui parliamo di una ricchissima carriera di anni. Ma – ripeto – oggi forse non voglio parlare di questo.

Voglio parlare delle cose che restano e che si raccontano, della potenza della forma ricca di contenuto, quella che sfida contingenze difficili e impedimenti, delusioni e soffocamenti. Voglio parlare della bellezza che se vuole non muore, ma si evolve in mille forme, mille modi diversi. Basta saperli riconoscere…

Voglio parlare dei viaggi che ci mancano, di quelli che abbiamo fatto e che ci hanno cambiato la vita, della nostra piccola grande anima che si sposta con noi. In fondo “anima” non significa movimento?

“Dobbiamo essere generosi nelle cose che pensiamo di conoscere e di possedere un po’…”: proprio così, generosi nelle conoscenze. Marcello ed io stiamo dicendo quasi la stessa cosa nello stesso momento: io sorrido, lui per un momento guarda altrove, poi torna a me e sorride anche lui. Il suo sguardo è sempre lo stesso, perché la nostra anima in fondo non cambia e lo sguardo la racconta. Ma nello stesso tempo non stiamo mai fermi, soprattutto adesso. Mi ripeto che non c’è mondo esterno che possa chiudere il nostro mondo interno. Noi siamo fiori, noi dobbiamo non smettere mai di sbocciare.

E così tra una chiacchiera e l’altra, Marcello mi racconta del suo nuovo progetto nato in un anno immensamente complicato per tutti, ma non per questo destinato a non vedere la nascita di cose belle. Mi racconta aneddoti dietro al Vesper, aneddoti circa la nascita di questi nuovi cocktail, aneddoti suoi di vita. Ad un certo punto, compaiono i nostri nonni, i miei e i suoi: si manifestano nei nostri racconti, sono reali, sono qui. Le nostre storie passate sono in questi calici di cristallo iridescenti come gocce di pioggia al sole, e dentro colori che riflettono incontri, misteri, sapori, associazioni matte e calibrate insieme.

Cose che restano e si raccontano

Se dovessi descrivere i nuovi Cocktail del Mago li racconterei così: cose che restano e si raccontano. Come se un passato di film, di racconti, di libri, di autori, di incontri, si palesasse in uno, due, infiniti bicchieri di cocktail creati partendo dalla tradizione ma arricchiti di qualcosa che ti sfugge.

Qualcosa che ti sfugge…

L’etichetta conferma ciò che assaggi, il palato lentamente scopre, si stuzzica, riconosci il cocktail perché magari l’hai bevuto mille volte, ma non così. Qui c’è qualcosa che ti sfugge.

Nella miscelazione non usiamo prodotti commerciali di altri marchi, i nostri cocktail hanno un’impronta altamente artigianale e sono creati esclusivamente con ingredienti proprietari DelMago, dal Vermouth al Gin al Bitter. Tutto nasce e si sviluppa in Piemonte.

Ma entriamo nel dettaglio…

DELMAGO DRINK è un progetto che punta in alto: internazionale, ma nello stesso tempo piemontese. Due linee: gli Spiriti Assoluti – un Vermouth Rosso e un Gin – e 4 Cocktail – Negroni, Mi-To, Vesper e Boulevardier.

Cocktail READY TO DRINK, pre-miscelati, pronti da bere: basta versarne 100ml in un bicchiere pieno di ghiaccio e guarnire con una fetta di arancia.

Si parte da ricette tradizionali che, insieme al partner tecnico The Spiritual Machine, incontrano il marchio di fabbrica di Trentini, la sua firma inattesa, la sorpresa inattesa ma sperata forse. Supervisione dell’esperto Fulvio Piccinino e una produzione affidata alla storica Distilleria Magnoberta di Casale Monferrato.

Insomma: uno Chef prende la sua sapienza, i suoi accostamenti, le stravaganze e il suo genio e li mette al servizio dell’alta mixology.

Risultato?

Levistico nel Gin; Genziana, Galanga e Pepe Timut nel Vermouth rosso (mentre Marcello mi racconta, penso che queste erano le erbe tanto amate dalla monaca medievale Ildegarda di Bingen. Non è che questi sono un po’ i cocktail della longevità??); fave di cacao, cocco, frutta secca nel Boulevardier; timo serpillo nel Negroni; fieno botanico, mandarino, zenzero, galanga, liquirizia, carciofo nel Mi-To; china calissaia, levistico e limone nel Vesper.

E le etichette?

Anche loro fanno parte del linguaggio: sono del creativo Gianluca Cannizzo ed esprimono al massimo l’anima più nascosta di ogni cocktail. Come il gatto in stile 007 del “cazzutissimo” Negroni (mi concedo la licenza poetica, ma anche voi lo definireste così…), o la seduttiva gatta sfinge del Boulevardier, o lui e lei nel Mi-To: torinese sofisticato lui, altezzosa milanese lei, “e qui – mi sorride il Mago – c’è anche un po’ l’anima dei miei due nonni”.

Letterari, eleganti, imprevedibili: ritrovo la nostra tradizione, ma anche James Bond e quelle atmosfere anni Cinquanta con tavoli da gioco e inseguimenti; ci sono ricette passate che incontrano il gusto moderno: voi sapevate per esempio che la ricetta originaria del Vesper ce la racconta Fleming in Casino Royale e prevedeva Gin, Vodka e Kina Lillet? Mi raccomando, “Shaken, not stirred” (agitato, non mescolato).

Da degustare piano, come se si stesse leggendo un racconto avvincente ma da contemplare ; da ricordare a lungo, proprio come ciò che resta e merita di essere raccontato…

Per info e acquisti: delmagodrinks.com/shop

 

Author: chiaracaprettini

Scrittrice e foodblogger di Torino, appassionata di culture nordiche antiche. Nordfoodovestest è il foodblog dei piccoli produttori e della cucina letteraria

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