LOCANDA CARMELINA a Milano, anzi, come per incanto a Napoli

Anni fa, leggendo chissà cosa non so dove, avevo trovato questa frase…

Non tornare in un posto in cui sei stato felice: la felicità appartiene al tempo non al luogo

Ne sono sempre stata convinta: è vero, forse non è giusto attribuire uno stato di felicità – che è qualcosa che non si vede – a un luogo reale, concreto, che si vede. Attribuire la felicità al tempo è più semplice, certamente più naturale: perché alla fine la felicità è prima di tutto una predisposizione e dipende dal nostro atteggiamento di uno specifico momento. Però… però con il passare degli anni e grazie a questo lavoro ho anche capito un’altra cosa e cioè che la felicità appartiene al tempo, ma anche alle persone.

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Amo sperimentare, cambiare, provare posti nuovi. Ma nello stesso tempo sono molto orientata a scegliere sempre gli stessi posti, perché lì, in quel bar, in quel ristorante, in quell’osteria, qualcosa di invisibile prima e di concreto dopo ha saputo rendermi felice.

E poi ho capito: sono le persone. Penso che prima di ogni altra cosa noi siamo ciò che non si vede: c’è qualcosa che passa, che senti a pelle, che a volte proprio non ti spieghi ma va bene così, qualcosa che fa la differenza. Sono le persone. Perché se un piatto è buono, quella bontà proviene prima di tutto dal modo in cui quel piatto è stato pensato, preparato, servito. Ci credo sempre di più perché lo sperimento in prima persona: se un cibo è fatto con amore, l’amore lo senti, ti attraversa, ti modifica.

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Quando anni fa ho conosciuto i ragazzi di Pizzium (qui i post su di loro) ho sperimentato proprio questo: c’era qualcosa che andava oltre quel locale dalle mattonelle e dai piatti splendidi di Via Procaccini a Milano; c’era qualcosa che andava oltre a quella pizza napoletana maledettamente buona, con quella passata, e quell’impasto soffice come un materasso comodissimo, e quel sapore che zac, ti colpiva in pieno.

Erano le persone, sono le persone. Nanni e Ilaria sono imprenditori, ristoratori, formatori, manager. Sono però prima di tutto dei grandi entusiasti. Quando Nanni mi racconta di Pizzium mi dice “Qui si fa la pizzeria”; quando Ilaria racconta della neonata pasticceria GELSOMINA, che in un attimo a Milano è diventato il locale tasty e social di spicco, si illumina. E il bello è che lei è sempre luminosa, sempre sorridente, sempre entusiasta perché della sua creatura si occupa sempre, e questo la rende, li rende, prima di ogni altra cosa, felici.

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Loro sono sostanza, sono story telling, sono social, sono qualità allo stato puro, sono idee, sono passione, sono spirito creativo che gira sempre vorticosamente. Loro che non stanno mai fermi ora hanno portato una ventata di sole e cucina partenopei a Milano: si chiama LOCANDA CARMELINA come il nome della mamma di Nanni. La mamma è sacra, e devo dire che in questo nuovissimo ristorante (aperto da solo qualche settimana in Via Cadore) si respira un po’ di quella tenerezza e sacralità di chi vuole condividere l’essenza della propria terra con rispetto e passione.

Entri e la percezione è quella di visitare una nave ormeggiata al porto: sei come per magia a Napoli, in lontananza qualcuno sta cantando Modugno, Tu si’ ‘na cosa grande pe’ mme ‘na cosa ca me fa nnammura’, anche tu canticchi. Quella potenza del sole, della vita, della condivisione sale in te e cresce piano piano. Sei appena entrato sulla nave della fantasia  e già ti viene da sorridere. E non sai che, una volta provata la cucina, sorriderai ancora di più…

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Antipasti fritti da paura: il fiore di zucca fritto è generoso di ricotta, il crocchè di patate unisce gusto e delicatezza, e poi c’è la pizzetta montanara fritta… Per la quale dovete ricordarvi di essere solo agli antipasti altrimenti mangereste solo quella!

Da mezza ligure quale sono non posso non provare il fritto di pesce che – a mio modestissimo parere – rappresenta forse IL motivo principale per cui dovete venire apposta a trovarli: delicatissima la frittura, equilibrio perfetto tra croccante e tenerezza, sapore deciso ma elegante insieme. La assaggi e in un attimo ti viene una voglia incredibile di essere a Napoli. Ti senti chiamato come Ulisse dalle Sirene. Napoli ti chiama a sé e questo fritto la rappresenta benissimo…

Il vino che scelgo è un bianco campano: fresco, fruttato, con il fritto va a nozze…

E poi da mezza portoghese quale vorrei essere, mi lascio tentare dal polpo croccante con patate che, devo dire, tiene il confronto con il mio polvo grelhado.

Niente male anche la cicorietta ripassata con le olive taggiasche.

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Il personale ti fa sentire a casa, le mattonelle sono bellissime, le ceramiche anche, i bicchieri un po’ trasparenti e un po’ decorati e mi ricordano le tendine delle case del mare, quando leggermente scostate fanno entrare la luce.

Sono le persone, sono i piatti, è la bellezza. Quella che prima di tutto senti, quello che poi osservi e assaggi. La bellezza è un viaggio e qui ha la forma di un viaggio per nave

Bravi, come al solito, e sempre di più: bravi! Siete, prima di tutto, un grande esempio di imprenditori, ristoratori, manager, formatori ed entusiasti (che non è una professione, ma una meravigliosa e innata qualità dell’animo).

E quello che preparate è veramente una squisita forma d’amore. Quindi sì, tornerò in un posto in cui sono stata felice perché quella felicità è appartenuta al tempo, e alle persone…

Dove

LOCANDA CARMELINA

Via Cadore 2, Milano – 02 8287 1648 / €€

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Author: chiaracaprettini

Scrittrice e foodblogger di Torino, appassionata di culture nordiche antiche. Nordfoodovestest è il foodblog dei piccoli produttori e della cucina letteraria

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