Campari shakerato, Takoyaki e una sera a Milano

Che la cucina per me sia un viaggio, è risaputo. Che cenare fuori per me sia amplificare in positivo le mie esperienze di vita, ormai lo sapete.  Quando poi cucina, cena e viaggi si inseriscono in un sfondo milanese già natalizio, è l’apoteosi… 

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E allora devo ringraziare Hotels.com per avermi regalato una serata fuori dal comune, offrendomi un budget da spendere a mio più gradito piacimento in giro per la città. Super, vero?? Ditelo che è il sogno di tutti! Intanto se cliccate qui HOTEL A MILANO trovate tutte le info per prenotare il vostro week end delle meraviglie!

Ho scelto un giro fuori dal comune, programmato confesso un po’ all’ultimo ma dal risultato assolutamente per-fet-to! I posti da vedere a Milano sono tantissimi; mostre e nuovi ristoranti aprono come funghi. Però, per una sera, ho bisogno di una comfort zone speciale: provare o riprovare dei posti in grado di farmi sentire a casa, riverita, coccolata, in qualche modo anche attesa.

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Devo dire che da CAMPARINO c’ero già stata in occasione della mia prima volta a Milano, ormai anni fa. Indimenticabile la sensazione di profonda bellezza provata davanti al Duomo, e poi quella curiosità incontenibile di provare tutto, entrare ovunque, assaggiare qualsiasi cosa di quella città a due passi dalla mia Torino eppure così lontana dal mio panorama quotidiano. Camparino era lì, bellissimo, elegantissimo: un locale d’altri tempi in Piazza Duomo, dove quel rosso misto e dorato delle vetrine svettava quasi come un nastro di un panettone squisito ed elegante insieme. Ora Camparino, da qualche settimana a questa parte, si è rifatto un po’ d’abito; la sua natura però resta la stessa: raffinatezza allo stato puro e poi quel senso così piacevole del sentirsi attesi.

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Perché è così: entri da Camparino e ti senti atteso, forse atteso dal Campari, o da quello specchio che amplifica quella piccola sala e la rende parte quasi di una quinta teatrale. La realtà si moltiplica, il sogno anche. Prendo un Campari shakerato, mi sento agli inizi del Novecento, mi ritrovo a fantasticare su cosa significasse prendere un aperitivo all’inizio del secolo. Chissà quanto cambiano e se cambiano le nostre tradizioni più profonde… Mi dico sorridendo tra me e me che la prossima volta proverò la Sala Spiritello, magari per abbinare uno dei loro cocktail speciali (come La moda passa, Campari resta, una rivisitazione del Campari Seltz con polvere di menta, liquirizia, paprika) a uno dei loro caratteristici Pan’cot. Già me lo sogno…

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Ma il tempo passa, e anche se qui si vorrebbero trasformare le lancette in fettine di arancia, un altro luogo dell’immaginario mi attende. Un mix inatteso, dalla tradizione al nipponico, quest’ultimo mai provato per davvero ma solo assaggiato tramite locali e libri di cucina. E allora stasera provo SAGAMI, che nasce a Nagoya nel 1970 e fa di Soba, Udon, Nagoya-Meshi il suo asso nella manica. Non Soba qualunque: Sagami infatti usa la “Manten-Kirari”, una varietà di Soba ricca di Rutina, in grado di prevenire anche malattie cardiache, arteriosclerosi e ipertensione. Tanti locali nel mondo, un unico posto in Italia: proprio qui a Milano, davanti alla Stazione Centrale. Molto minimal, con arredi sul verde e nero e un menu  alla Doraemon che mi predispone fin da subito al sorriso. Personale squisito, disponibile e attento.

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Via libera al carosello di piatti giapponesi: Edamame come se piovesse, Unagi Don (Anguilla grigliata in salsa Kabayaki su base di riso); Takoyaki (queste polpette di polpo sono eccezionali…); Polpo in salsa wasabi; Tempura di polpo (sì, rischio e prendo il polpo in città, che comunque mi soddisfa, è tenero e saporito); Gyu Curry Don (Zuppa di Udon con curry giapponese con controfiletto di manzo); Shoyu Tonkatsu Don (Cotoletta di maiale alla giapponese con salsa a base di soia, daikon, su base di riso); Unagi Kabayaki Meta (anguilla grigliata in salsa Kabayaki). Per accompagnare? Sake Sagami Kunizakari Junmai Dai Ginjo, perfetto. Tutto delizioso, qualche piatto a mio avviso davvero di alto livello (le polpette di polpo sono fuori misura, e impreziosite dal katsuobushi che – per chi non lo sapesse – sono fiocchi di tonno affumicato ed essiccato. Con il caldo delle polpette si crea un effetto un po’ scenografico perché i fiocchi si arricciano e sembrano muoversi! Da ripetere!).sagami milano

Allora? Che cosa ne dite di questa serata milanese fuori dal comune, dove il Duomo incontra l’anguilla affumicata e il Campari arriva fino in Giappone?

Dove

CAMPARINO Piazza del Duomo 21,  Milano | €€€

SAGAMI Piazza Duca d’Aosta 10, Milano | €€

 

Author: chiaracaprettini

Scrittrice e foodblogger di Torino, appassionata di culture nordiche antiche. Nordfoodovestest è il foodblog dei piccoli produttori e della cucina letteraria

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