Fiori, canovacci, poesia: una settimana di décor

… Questa storica azienda fiorentina intreccia poesia, accosta colori, avvicina suggestioni, e lo fa nel modo in cui lo fa la natura, spontaneamente e con maestria nello stesso tempo.

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Fiori…

Coltivali, bagnali, amali. Riempili dei tuoi desideri più nascosti, esprimili, respirali, annusali, ricordali. E poi cercali, memorizza il loro nome, conservali nella memoria, dipingili, disegnali, fotografali. Perché quelli non sono solo fiori, quella è la poesia che si manifesta in petali e sfumature di colore, quello è l’intimo bisogno della natura di farsi sogno, di concretizzarsi nella più pura bellezza. Sono fiori dell’anima, perché ogni fiore sa dirci qualcosa: della timidezza, della paura, della gioia, della nostra più vitale energia. Sono fiori, sono pensieri reali, ondeggiano al vento, si chiudono alla pioggia, si rivolgono al sole e a lui si schiudono, e si coprono gli uni con gli altri alla luce della luna. Sono fragili, ma non si spezzano mai a meno che non sia tu a farlo. Perché loro incarnano una forza primordiale, la stessa che possediamo anche noi. Solo che i fiori non si dimenticano mai di possederla…

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Décor

In onore alla loro intima virtù, regaliamoci una settimana dedicata ai fiori e alla loro poesia. Ogni giorno un décor differente, con una costante, anzi due: i fiori più svariati, e i canovacci più svariati. Torno a parlare di TESSITURA TOSCANA TELERIE (vi ricordate il post invernale?) con la stessa delicatezza con la quale parlo dei fiori: perché questa storica azienda fiorentina intesse poesia, avvicina colori, solleva suggestioni, e lo fa proprio come la natura, spontaneamente e con maestria nello stesso tempo.

La loro è una storia di eccellenza allo stato puro, un made in Italy ineccepibile e curato, iniziato nel 1947 quando Fano Puliti e Vinicio Tarli fondano un’azienda che fin da subito fa della qualità e dell’onestà i suoi massimi punti di forza. Tre generazioni, sullo sfondo di una Toscana culla dell’arte e dell’eleganza, e il lavoro di un’azienda che incrocia storia personale e territorio, sapienza e famiglia, tradizione ed esperienza. Un incrocio che si manifesta in una biancheria per la casa preparata con lini e cotoni di prima qualità, il tutto confezionato nei minimi dettagli, una vera e propria giostra di perfezione autentica. Articoli per la tavola, per il letto, canovacci e mezzeri, estremamente versatili questi ultimi, le cui fantasie floreali superano quasi la bellezza della realtà.

Sette canovacci, sette giorni in sette Paesi diversi a seconda della ceramica utilizzata, fiori differenti, calici di famiglia, poesia del cuore, e qualche idea in più per arricchire le nostre tavole primaverili…

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LUNEDI. Il décor di questo giorno è dedicato a Goethe, e in particolare al suo Italienische Reise, il libro in due volumi che raccoglie il suo viaggio in Italia, pubblicato nel 1816-17. Goethe fece quel viaggio non come fuga né come illusione, ma “per ritrovare se stesso” e per rinnovare punti di vista sul mondo attraverso nuove suggestioni. Proprio come possiamo fare noi, con nuove idee, nuove combinazioni, nuove angolature, nuovi accostamenti e oggetti dall’eleganza sorprendente.

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TIISTAI (martedi). Il martedì, dal latino Martis dies (il giorno di Marte), è il giorno perfetto per allestire la tavola ispirandosi per contrasto al mondo femminile, alla bellezza,  alla delicatezza delle fate del mondo nordico, alla poesia dei fiori di prato, ai fiori coloratissimi del giardino di Venere. E proprio in quei fiori spontanei risiede la potenza delle energie dissonanti, delle polarità opposte da cui ha origine Amore. Nascondiamo allora su questa tavola un briciolo di allegoria mitologica, regalandoci suggestioni e colori direttamente dalla fiabesca Finlandia.

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SUIYOBI (mercoledi). Il decoro di questo giorno è invece dedicato all’Oriente: mercoledì  è il Mercurii dies, il giorno di Mercurio e allora ci spostiamo nelle terre che diedero origini al processo mercuriale e all’alchimia, al suo sistema empirico che fu il precursore della chimica e del metodo scientifico. Tra le diverse spiegazioni date all’etimo di ‘alchimia’ si trova infatti anche kim-iya, termine cinese che significa ‘succo per fare l’oro’. Allora scegliamo ciotole giapponesi, bacchette cinesi e una tovaglietta con papaveri rosso fuoco, che ci ricorda il colore delle lacche orientali.

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  • Piatti giapponesi e cinesi

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TORSDAG (giovedi). Oggi portiamo sulla nostra tavola le erbe aromatiche, consapevoli che nascosti in quelle foglioline profumatissime si celano storie, mitologie, leggende, segreti, verità e soprattutto grandi studiosi dell’antichità che si sono occupati di scoprirne e valorizzarne i poteri. Quindi disponiamo alcune piante aromatiche e invitiamo a pranzo Plinio il Vecchio, Dioscoride, Paracelso, i medici dell’antico Egitto come quelli greci, quelli latini e quelli orientali, gli studiosi di botanica come quelli della scienza spagirica.

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FRIDAY (venerdi). Nel giorno di Venere, Veneris dies, per opposizione e dissonanza creativa scegliamo una tavola dedicata al nostro personale Marte, a un Marte benevolo e simpatico, non guerriero e perfido, e scegliamo il picchio come espressione di una presenza maschile audace per la volontà e per la forte personalità nella definizione territoriale. Allora, proprio come il picchio, anche noi vogliamo dare impressività al nostro ambiente e scegliamo un’evocazione antica, poetica, essenziale quanto originale e caratteristica.

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SAMEDI (sabato). Questo termine, sabato, deriva dall’ebraico shabbāt, giorno di riposo ma prima ancora, nel mondo romano, era  il giorno di Saturno, Saturni dies, da cui l’inglese saturday. Pensiamo allora a questo allestimento lasciandoci trasportare dal senso di calma particolare che si respira in Alsazia o a quello della campagna austriaca. Un senso di pace, di riposo dello spirito, in regioni dove sembra che si sia fermato il mondo, dove crescono le felci e fioriscono genziane, e fiori di ceramica diventano reali, e incarnano la più pura e sensibile poesia.

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DOMENICAIl giorno della famiglia, dello stare insieme, del condividere con allegria un pasto sereno intorno a un tavolo come seduti tra i fiori in un prato. E riguardare da vicino la natura, respirare il tempo, il silenzio e le voci, i colori e la bellezza. Perché la domenica è il giorno della purezza, della poesia e anche il nostro modo personale e originale di essere consapevoli della bellezza dello  stare insieme a tavola, che deve registrare tutto il nostro stupore e la nostra meraviglia.

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Chi

TESSITURA TOSCANA TELERIE

Autore: chiaracaprettini

Scrittrice e foodblogger di Torino, appassionata di culture nordiche antiche. Nordfoodovestest è il foodblog dei piccoli produttori e della cucina letteraria

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