Gioacchino Rossini e La Cenerentola: cicerchie, biscotti al gorgonzola e Passerina, con porro al miele

Ciò che non si può dire e ciò che non si può tacere, la musica lo esprime.
[Victor Hugo]

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Gioacchino Rossini, il più importante compositore italiano di primo ‘800, personalità traboccante di abilità musicale e operistica, ebbe modo di introdurre uno stile musicale molto originale fondato sul crescendo orchestrale su una frase ripetuta, stile che venne definito “crescendo rossiniano“.

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Tra le sue numerose composizioni, ispirata alla celebre fiaba di Charles Perrault, La Cenerentola ci permette di riflettere su alcune virtù, come la bontà e il perdono, valori molto sentiti nella società di primo ‘800 e altrettanto graditi al vaglio pontificio. Le vocazioni morali fanno di quest’opera rossiniana l’occasione musicale oltre che teatrale e scenografica di portare a trionfo quei valori che risultavano, in quegli stessi anni, compromessi da un serpeggiante degrado e dalla dilagante corruzione di una società debordata nell’opulenza, a contrasto coi ceti sociali poveri e disagiati. Il carattere amaro, dunque, di questa interpretazione ne decretò al debutto, che ebbe luogo a Roma il 25 gennaio 1817, l’insuccesso, cui seguì un successivo crescente apprezzamento del pubblico fino a farla diventare popolare e molto apprezzata, in Italia e all estero, in un ‘crescendo’ che possiamo definire metafora del suo stile operistico.

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VELLUTATA DI CICERCHIE AL ROSMARINO, BISCOTTI AL GORGONZOLA E PASSERINA, CON FOGLIA DI PORRO CARAMELLATO AL MIELE 

In occasione dei 150 dalla morte del grande compositore, LABORATORIO PESARO ci fa immergere nei climi e nei tempi rossiniani. Perdiamoci nella sua arte, ma anche nel suo profondo e vivace appetito; goloso di Gorgonzola, tartufo d’Alba e carne, a lui si deve proprio il celebre piatto Tournedos alla Rossini: per i palati più raffinati (ma anche più robusti), sono cuori di filetto di manzo cotti al sangue, e coperti di foie gras e scaglie di tartufo. 

Il nostro omaggio al suo genio passa attraverso quattro piatti affiancati dalle ceramiche di Laboratorio Pesaro: dall’antipasto al dolce, le sue opere liriche diventano vere e proprie protagoniste di ricette dagli ingredienti un po’ marchigiani un po’ ispirati ai gusti preferiti dal Maestro. Partendo proprio dalla golosa e insuperabile Gorgonzola, iniziamo oggi dall’antipasto (con un porro caramellato al miele che vi farà impazzire!)..

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Ingredienti per 2 persone

Per la vellutata: 150 g di cicerchie decorticate; 1 patata; 1 cucchiaino di brodo granulare vegetale; mezzo porro gambi compresi.

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Per i biscotti (circa 6): 100 g di gorgonzola dolce; 30 g di farina Manitoba; 1 cucchiaio di panna fresca; 1/2 bicchiere di vino Passerina Marche IGT; 5 g di lievito istantaneo in polvere; una manciata di nocciole tritate; sale, pepe ed extravergine q.b; rosmarino fresco e un pizzico di peperoncino in polvere per decorare.

Per i porri: 4 gambi di porro; 1 cucchiaio di miele; extravergine q.b.

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Preparazione

  • Mettete a mollo le cicerchie per circa 4 ore.
  • Trascorso questo tempo, portate a bollore un litro di acqua insieme al brodo e ai gambi del porro. Aggiungete le cicerchie e la patata intera e cuocete a fiamma bassa per un’ora.IMG_6716
  • Nel frattempo preparate i biscotti: in un recipiente mescolate tutti gli ingredienti (se il composto è troppo denso, aggiungete della panna; se troppo liquido, della farina). Fate riposare in frigo una mezz’ora, poi con un cucchiaio formate delle palline e schiacciatele leggermente con il dorso di un cucchiaio. Infornate i biscotti a 180° per circa 15 minuti. IMG_6748
  • Foderate una teglia con carta forno: disponete le foglie dei porri lavate e asciugate, spennellatele con il miele e copritele con olio e un pizzico di pepe. Coprite con un foglio di alluminio e infornate a 200° per 10 minuti.
  • Scolate le cicerchie, la patata e le foglie del porro e frullate il tutto insieme a un cucchiaio di olio, un pizzico di sale e pepe fino a ottenere la consistenza di una vellutata. Aggiungete se serve un cucchiaio di brodo.
  • Filtrate la vellutata e servitela calda con il porro al miele e i biscotti tiepidi. Finite con del rosmarino fresco e un giro di extravergine. Curate la disposizione dei biscotti sulla crema, a evocare il crescendo musicale dalla forma più piccola a quella più grande.

L’Extravergine adoperato è Terre rosse dell’AZIENDA AGRARIA HISPELLUM

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Décor

LABORATORIO PESARO non finisce mai di stupire. Eccellenza artigianale dal 1961, le sue ceramiche in pregiato e robusto grès possiedono il grande pregio di unire eleganza, leggerezza e fantasia, oltre che utilità, calore e duttilità. Trovo le loro forme sempre aeree, e questa ciotola della Collezione Rossini mi regala respiro e movimento, delicatezza e sorpresa. E mi fa cogliere, un po’ come nel clima de La Cenerentola, la potenza delle virtù e della realtà.

Sfondo: canovaccio Tessitura Toscana Telerie

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Autore: chiaracaprettini

Scrittrice e foodblogger di Torino, appassionata di culture nordiche antiche. Nordfoodovestest è il foodblog dei piccoli produttori e della cucina letteraria

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