Dove mangiare i Pierogi fatti come in casa dalla nonna. Sì, ma una nonna polacca…
Lo sognavo.
L’ho cercato e l’ho trovato.
Ringrazio ancora il potere di Google maps: associato al mio fiuto per le cose autentiche riesce, quasi sempre, a regalarci sorprese che ricorderemo.
Come questo ristorantino polacco fuori dalla strada principale di un piccolo paese dal nome ovviamente impronunciabile.
Siamo in Polonia da un paio di giorni e percepisco un profumo contadino e vero che mi piace davvero tanto.
Il fatto che quasi nessuno parli l’inglese rende il tutto molto più affascinante.
Si torna ai gesti, si mima quello che si vorrebbe mangiare e bere. Si entra in sintonia, si sorride, e in qualche strano modo ci si comprende.
Non è la lingua comune che rende la comunicazione possibile. Penso sia prima di ogni altra cosa la sensibilità. E anche la curiosità. Se vuoi entrare dentro il mondo dell’altro, in qualche modo ce la fai.
E quindi ecco il primo vero pranzo polacco che terrò nel cuore per tanto tempo: i Pierogi farciti di formaggio e patate e serviti con cipolle e un bacon ammorbidito tantissimo nel burro [Pierogi ruskie gotowane]. Non è il bacon che ci aspettiamo, ma è comunque estremamente piacevole. L’impasto dei pierogi è un velluto: li assaggio anche io, hanno certamente parecchia fecola di patata e poca farina di grano.
Mi sognavo la carne e questa non è male per niente anche se ne cerco una più succosa: Rolata di maiale farcita con formaggio [Rolada poszwajcarsku] accompagnata da gnocchi di patate [Kluski slaskie] che impropriamente traduciamo con “Tagliatelle della Slesia”. Sono estremamente golosi anche se preparati solo con patate, fecola di patate e uova. Anche qui il burro non manca.
Verdure in quantità. Assaggio anche dei Cetrioli al sale [Ogórek kiszony]: da soli hanno poco senso, mentre in accompagnamento ai piatti principali sono perfetti.
Come vino, la scelta ricade su uno Chardonnay semi dolce che male non è, anzi.
Dopo un pranzo così, ricordi le priorità: si mangia fuori per ristorarsi. Che sia un bar di paese o un ristorante gourmet, è la felicità che provi quando ti alzi che fa la differenza. Ricorderò a lungo la confortevolezza che mi hanno lasciato quei Pierogi… Una sensazione di casa a migliaia chilometri da casa…
Il giudice migliore è l’appagamento, non dimentichiamolo mai.






