SKAGEN: qui in Danimarca si incontrano due mari

Grenen, la spiaggia di Skagen

Si toccano la mano con delicatezza.
Si sfiorano solamente a vicenda per la paura di spezzare l’altro. E allora per rispetto delle rispettive fragilità, si accarezzano. Con una dolcezza che incanta.
È una danza misteriosa, silenziosa ma piena di segreti.
Si sussurrano racconti, aneddoti, storie.
Lo fanno sottovoce, al mattino presto, quando la spiaggia è ancora deserta. Solo la sabbia è testimone di quei segreti.

Di notte danzano. Entrambi. È l’unico momento in cui ognuno si prende del tempo per sé.

Per riposare, pregare forse, sperare di sicuro. Ognuno per sé ma poi quando inizia ad albeggiare e le mani tornano a sfiorarsi, ecco che i racconti della notte diventano le prime confessioni della giornata.
Il giorno procede lento e spedito insieme. Dipende dai moti dei venti, dai peso dei passi dei visitatori. Dipende da tanti fattori. Ogni giorno in fondo è un mistero a sé.

A destra il re Mar Baltico. Molto fine, il suo moto è lento, regolare, molto ritmico. La sua spiaggia è fine, con pietrine nere levigate, e meduse rotonde e rosse come piccole palle di sole.
A sinistra il re Mare del Nord. Le sue onde sono piccole e rumorose, bianche come spuma di latte. Con piacevoli riflessi verdolini.

Da un lato un blu cielo puntinato di bianco. Da un lato un blu quasi artico con striature quasi nere. Al centro, la fusione. Le loro mani si sfiorano, da sinistra in orizzontale, da destra in verticale. Eppure è una danza perfetta. Un combaciare sacro e indescrivibile.

Grenen, il punto più alto della Danimarca dove si incontrano gli stretti di Skagerrak e di Kattegat.

Proprio così: un po’ Baltico un po’ Nordico.
E io qui qui, in questa danza di mani che ricorda una preghiera a cielo e a mare aperti…

E poi c’è il faro…

210 gradini.
Ogni gradino una piccola preghiera. Un pensiero, una paura.
Ogni gradino mi avvicinerà un po’ di più al cielo.
Salgo lentamente. Un po’ per il fiato un po’ perché voglio godermelo e basta. Le pietre sono consumate ma nemmeno troppo. Leggermente liscie. Mi ricordano la consistenza del vento.
130 gradini. Ho superato la metà.
Sembra stiano passando ore se non giorni eppure sono entrata da pochi minuti.
Ma si sa che i fari amplificano il tempo.
Sono nel tempio della luce eppure dentro riaffiorano ombre. Poi di nuovo la luce poi di nuovo qualche ombra.
Sorrido. Sto per arrivare.

L’ultima rampa è la più bella. Le scale non sono più in pietra ma in ghisa. Saranno otto, dieci scalini al massimo. Intravedo una luce potente e avverto un vento ancora più potente.
Arrivata. Abbasso la testa per uscire. Il vento è fortissimo. Devo togliere gli occhiali e fare attenzione alla macchina fotografica. Il mare, una distesa infinita di mare sotto di me e un cielo così blu che mi ci perdo dentro. Devo sedermi.
Da qualche anno patisco le altezze. Non so se ho paura di cadere o paura di volare. Ma comunque ho paura.
Mi siedo. Finalmente posso godermi quella ventata di Dio. Tutta per me. Riesco a intravedere tutto oltre la griglia. Davanti a me il Baltico. Poco distante, il mare del Nord. Il cielo invece è sempre lo stesso. Non ci ho mai pensato ma in fondo il cielo deve sentirsi molto solo. Lui non può fare come il mare. Lui al massimo può incontrare solo se stesso. Qui invece il Baltico incontra il mare del Nord e forse entrambi si sentono meno soli.
Forse.

Sorrido. Una signora vicino a me sorride. Avverte la mia paura ma mi vede sorridere e allora sorride con me.
Anche i sorrisi fanno sentire meno soli.
Sto qui. Seduta sul Faro Grigio per un tempo infinito. Per un attimo non penso a nulla.
Poi il senso del tempo torna a bussare e allora saluto tutto e piano piano mi ripreparo a scendere. Sapendo già che quella discesa porterà con sé infinita nostalgia di quel volo.
Volare da fermi – in fondo – è il volo piu bello che si può fare…

DOVE MANGIARE

Il porticciolo di Skagen è un trionfo di deliziosi ristorantini di pesce dove mangiare pesce fresco, panini di pesce e pesce affumicato preparati in modo ineccepibile.

Vi consiglio Havfruen Fiskehus [Fiskehuskajen 21, 9990 Skagen]. Tavolini in legno al sole,  tutto preparato sul momento, tra cui ARINGHE MARINATE (imperdibili), FISKE FRIKADELLER, (polpette di pesce golosissime e grassottelle), FISH&CHIPS (spaziale), STJERNESKUD (ovvero “Stelle filanti” un piatto tradizionale a base di pane, pesce impanato, salse e una colata di gamberetti boreali. Abbondante ed eccezionale) e SKAGENRÖRA, un’insalata di gamberetti affondati nella salsa che di insalata ha ben poco ma è di una bontà…

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