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TAPAS di pimientos, tortilla e Crema all’Aceto Balsamico di Modena IGP con Salsa Tabasco

Ieri non è che un sogno e domani è solo una visione, ma ogni giorno ben vissuto rende ogni ieri un sogno di felicità ed ogni domani una visione di speranza.

[Miguel de Cervantes]

Siamo a cavallo tra il 1500 e il 1600 e due grandi personalità della letteratura spagnola citano nelle loro opere un cibo destinato a diventare il simbolo di tutto il territorio iberico: le tapas.  Miguel de Cervantes, prima, nel Don Quijote definisce le tapas “llamativos” (qualcosa di appariscente) e poco dopo Francisco de Quevedo Villegas le definisce “avisillo” (avviso).

Si parlava di un cibo già all’epoca parecchio diffuso e apprezzato in Spagna; già Alfonso Fernández, detto il Saggio, re di Castiglia e León (1221- 1284) auspicava che nei bodegones castigliani non dovessero mai mancare delle tapas servite insieme a una “copa de vino”, così da scongiurare che gli avventori si ubriacassero al primo sorso.

Il termine tapas nacque comunque dall’uso antico di mettere sulla brocca o sul bicchiere di vino un piccolo cibo costituito di una fetta di pane guarnito per far sì che “tappasse” il recipiente, completandolo e proteggendo. A quei tempi la tapa consisteva in una fettina di prosciutto, di salame o di formaggio su una “rebanada” o un  “pedazo de  pan”, una fetta o un pezzetto di pane,

Le tapas hanno diverse denominazioni nelle varie regioni.  In Aragon e Navarra si chiamano “alifara”, nei Paesi Baschi “poteo”, ecc. Ancora oggi, nei rustici bodegones come nei ristoranti eleganti, non manca nei menù una ricca selezione di tapas, espressione più tipica della cucina spagnola.

BIS DI TAPAS: PIMIENTOS DEL PIQUILLO RELLENOS E TOSTAS CON TORTILLA | PEPERONI RIPIENI E CROSTINI CON TORTILLA

Nella giornata mondiale delle tapas vogliamo quindi rendere omaggio a uno dei comfort food per eccellenza. Perché, diciamocelo, quando si va in Spagna alle tapas non si dice mai di no. Le scegli alla barra e in quel momento ti sembra di essere nel paese dei balocchi: ensaladilla russa, montaditos, pinchos di vario genere, croquetas… È il mondo della condivisione allo stato puro: ti siedi a quel bancone, inizi con due olive e un bicchiere di sangria e poi via, fino a notte fonda. Nel rumore assordante e pieno di vita di quella bodega spagnola…

Ecco due tapas che perfino nei colori ci ricordano la bellezza iberica: curcuma, peperoni, patate, olive, sardine e un tocco di Crema all’“Aceto Balsamico di Modena IGP” con Salsa Tabasco Acetaia Fini, estremamente caliente e decisamente saporita!

¡buen provecho!

Ingredienti per 6 peperoni ripieni

6 peperoni sott’olio (circa 180 g); 120 g di sardine sott’olio; prezzemolo fresco; 1 cucchiaio di Crema all’“Aceto Balsamico di Modena IGP” con Salsa Tabasco Acetaia Fini; 1 cucchiaio di senape dolce; 3 cucchiai di riso bianco bollito; sale e pepe nero q,b.; semi di girasole per decorare.

Preparazione

Ingredienti per 6 crostini con tortilla

Due pagnottelle gialle alla curcuma (forma ovale); 20 g di burro.

Per la tortilla: 3 patate; 1 scalogno (o 1 cipolla rossa piccola); 300 g di spinaci; 1 spicchio d’aglio; 3 uova; 80 g di Gorgonzola DOP dolce; olio evo, sale e pepe q.b.; erbe aromatiche.

Preparazione

Prodotti

ACETAIA FINI

#acetaiafini #ad

Décor

EMPORIO ZANI #touchmel

Curiosità

Per questa ricetta ho scelto i peperoni del piquillo, una varietà di peperone autoctona della Spagna. Denominación de Origen prodotta a Lodosa, è nota come l’oro rosso dell’agricoltura della Navarra. Pensate, proprio nel comune di Lodosa, la Confraternita del Pimiento del Piquillo organizza a settembre una festa dedicata proprio a questo Pimiento, ai tori e alla Vergine. 

Se avete difficoltà a reperirlo, scegliete dei peperoni – di calibro non troppo grande – della vostra zona.

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