Site icon Nordfoodovestest

Le anatre delle risaie: dalla Camargue con un risotto al salmone e noci pecan

Non è tanto il linguaggio del pittore che si deve sentire, quanto quello della natura.

[Vincent Van Gogh]

E allora leggo Van Gogh e mi viene da pensare che la natura sia anche una scelta. Non solo uno splendido teatro in cui vivere, non solo un affascinante spettacolo da osservare, ma un linguaggio da scegliere tra mille altri linguaggi, e poi interpretare e fare anche un po’ proprio. Nel momento in cui selezioni, scegli, allora pensi alla natura come a un linguaggio da codificare e ascoltare, e tutto ti torna chiaro: il vento sulla brughiera, gli acquitrini sparsi, i fenicotteri all’orizzonte, e poi quella garzetta bianca che puntualmente fa sosta dal suo volo sul dorso del cavallo. Tutto si percepisce nel momento in cui quei rumori, quei bisbigli lenti della sera, quel vociare di gabbiani, da parola esterna si tramuta in parola interna, del proprio io. E allora ascoltando la natura, scegliendola in quella immensità di voci e colori, comprendi anche isole nascoste di te, paludi e maree, albe e migrazioni. E così quella vita spiega anche un po’ qualcosa della tua…

Qui la lavanda lascia il posto a tori selvatici e a un vento irresistibile. Non puoi resistere al vento della Camargue, perché ti porta via e perché ti fa innamorare. Irresistibile, come le barche sulla spiaggia dipinte da Van Gogh: quelle barche sono piccole sirene dormienti… In questo sud della Francia selvaggio e metamorfico, diventi un poeta, e nello stesso tempo un grande divoratore di tramonti (leggete anche gli altri speciali sul blog: Michel Kayser, Il Midi, Les Graulinades). E poi impari a scegliere la natura, grazie all’esempio di persone che lo fanno tutti i giorni, in maniera sapiente e preziosa.

RISOTTO BIO DELLA CAMARGUE CON SALMONE, NOCI PECAN E PEPE ROSA

Bernard e Catherine Poujol, nel cuore del Gard, precisamente nel paesino di Saint-Gilles, coltivano un riso biologico molto particolare, il Canard des Rizières, adoperando un metodo di diserbatura asiatico molto antico (riscoperto nel 1988 dall’agricoltore giapponese Takao Furuno), e che dona al riso un gusto finale estremamente originale: sono le anatre che diserbano naturalmente le risaie. In pratica, su una coltivazione di 45 ettari, questi esemplari di Mulard femmine lasciano da parte le foglie del riso – per loro troppo coriacee e ricche in silicio – preferendo invece le erbe infestanti. E così il trattamento diserbamento, e ovviamente anche la concimazione, avvengono in modo del tutto naturale.

Risultato? Un riso biologico semintegrale dal gusto davvero differente. Io l’ho provato anche per preparare un’insalata di riso: è perfetto, resta croccante, senti il sapore, conditelo con cubetti di roquefort, fichi secchi e qualche mandorla. Ma anche nel risotto, come in questo di cui trovate la ricetta, è speciale: senti il gusto dell’integrale, è appagante, ha un sapore pieno e vi assicuro che col salmone e il pepe rosa va davvero a nozze!

Ingredienti per 4 persone

320 g di Riso semintegrale Canard des Rizières; 150 g di salmone affumicato; 1 cipolla grande rossa; 50 g di parmigiano fresco da grattugiare; qualche noce pecan (io uso quelle belle carnose di Frutta e Bacche); 50 ml di vino rosé; 2 cucchiaini di grani di pepe rosa; aneto, sale e pepe q.b.; extravergine.

Preparazione

Bon appétit!

Prodotti

CANARD DES RIZIÈRES / FRUTTA E BACCHE

Décor

Piatto EASY LIFE

Exit mobile version