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La cucina dei proverbi: Linguine per “salvare capra e cavoli”

Salvare capra e cavoli…

Questa è la storia del contadino che doveva traghettare al di là del fiume un lupo, una capra e un cavolo. Il posto sulla barca era davvero limitato, e così il contadino prima traghettò la capra, poi andò a prendere il lupo e poi tornò indietro a prendere la capra per evitare che il lupo se la divorasse. Traghettò quindi il cavolo – che al lupo ovviamente non interessava – e alla fine andò a prendersi la capra. E così facendo tutti poterono arrivare all’altra riva sani e salvi.

Come salvaguardare, insomma, con una sola decisione, l’interesse di due soggetti. Forse chi rimane un po’ a bocca asciutta è il povero lupo?

LINGUINE DI FARRO ALLA GORGONZOLA DI CAPRA, KALE E CHIPS AL TARTUFO 

Iniziamo così un percorso qui sul blog dedicato alla cucina con i proverbi. Un patrimonio di immensa bellezza, un’enciclopedia di piccole grandi verità, una sorgente di spunti, un modo antico e ricco insieme per rendere la cucina un luogo di cultura.

E così ho pensato di cercare un po’ di utili proverbi italiani legati al cibo, abbinarli sempre a un formato di pasta differente, a ceramiche e posate raffinate e dalle linee semplici e pulite nello stesso tempo. Per non dimenticare da dove veniamo, per ricordare che il nostro bagaglio folkloristico, antropologico e umano va preservato e tramandato in modo semplice e studiato insieme. E allora via alla gorgonzola di capra accordata al cavolo riccio, e a un nostro tocco personale che renderà qualsiasi piatto (e proverbio!)  un piatto culturale quanto originale. I

Il tocco magico è dato da un sapore al tartufo che ci aiuterà a ritornare indietro nel tempo, a ribaltare questa ricetta ispirata a un proverbio e alle radici più lontane di un sapere agreste che vale la pena riscoprire. Dobbiamo infatti risalire al tempo dei Sumeri e dei Babilonesi (IV-II millennio a.C.), passare attraverso la Naturalis Historia di Plinio il Vecchio (I sec. d.C) per ritrovare negli aneddoti latini quel sapore incredibile e unico del terrae tuber già amato dagli Etruschi. Pensato in termini mitologici da Giovenale che lo ritenne sorto magicamente da un fulmine scagliato a terra da Giove in prossimità di una quercia, venne considerato in questi termini prodigioso e afrodisiaco. Con queste sembianze magiche, seppur esteticamente irrilevanti, entrò nell’immaginario di studiosi, filosofi e poeti di tutti i tempi. Io lo riporto in cucina, con tutto il rispetto culturale che la sua storia solleva, e lo collego a un proverbio altrettanto ancorato alle nostre radici, naturali e metaforiche.

Ingredienti per 4 persone

320 g di Linguine al farro Monograno Felicetti; 200 g di cavolo riccio o kale; 120 g di gorgonzola di capra; qualche noce sgusciata; 80 g di patatine al tartufo; 1 spicchio d’aglio; extravergine Centonze bio, sale e pepe q.b.; peperoncino in polvere.

Preparazione

Prodotti

Pasta MONOGRANO FELICETTI

Décor

Piatti e posate SAMBONET 

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