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Fiore d’autunno… Gnocchi alla romana e cotechino ai porri

E bastava la letizia di un fiore a riportarci alla ragione.
[Alda Merini]

Numerosi sono gli esempi del simbolismo floreale nella letteratura classica. Fra i tanti, Lucrezio e il suo De rerum natura e Ovidio, con le Metamorfosi, dove sono narrati i più straordinari miti di trasformazione: bellissime ninfe o fanciulle respinte da un dio, inseguimenti, desideri, nostalgie, dolore e una finale trasformazione in fiore o in pianta. Il trasformare appartiene a un’alchimia archetipica: l’uomo nasce da una trasformazione, è il frutto stesso di una trasformazione. Lì risiede ogni principio di creatività: il fare, la poesia, è trasformazione e se questa si conclude con un fiore è il risultato di un passaggio da una specie a un’altra, l’evocazione di uno straniamento.

Anche in cucina possiamo proporre piccole, grandi metamorfosi. Oggi ci dedichiamo a un fiore: cotechino ai porri alternato a di gnocchi alla romana a formare un fiore. Si perde così, proprio come nei miti di Lucrezio e di Ovidio, la sostanza originaria per tramutarsi in un uno dei miracoli della natura: un fiore…

Aiutiamoci anche con dei bellissimi (e commestibili) petali di fiori blu…

GNOCCHI ALLA ROMANA CON COTECHINO AI PORRI DI CERVERE E FIORI BLU

Ingredienti per 4 persone

Per gli gnocchi 

Preparazione

Prodotti

SAN GIORGIO SALUMI 

Per il semolino ho scelto: A. BARBAGALLO 1911

                                                           Posata PINTINOX | Piatto EASYLIFE

 

 

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